Lega, nuove regole per edilizia residenziale sociale

 
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Lega, nuove regole per edilizia residenziale sociale

di Alessandra Valentini
I consiglieri della Lega Paola Fioroni e Stefano Pastorelli, introdotti dal Segretario Virginio Caparvi, hanno presentato a Palazzo Cesaroni la proposta di legge per modificare e integrare la legge sull’edilizia residenziale sociale.

Il Segretario Caparvi ha marcato “l’importanza dell’edilizia regionale che è stata un punto importante della campagna elettorale, e questa proposta della Lega è un atto significativo del passaggio dalle parole ai fatti perché in questo momento di crisi aiuterà le categorie svantaggiate e le fasce deboli che prima non avevano i requisiti per accedere alla graduatoria, come i padri separati e altre categorie emerse dalle segnalazioni fatte dai territori e ascoltate dalla Lega”.

La proposta seguirà l’iter burocratico per essere valutata e discussa con le altre forze politiche, che potranno contribuire ad arricchirla per poter attuare un progetto che sia frutto di una “convergenza” nell’interesse degli umbri.

Il Capogruppo Stefano Pastorelli ha parlato del “grande lavoro di ascolto tra la gente e della voglia di mantenere le promesse come quella di porre particolare attenzione alla legge sull’edilizia pubblica che ad oggi risulta carente dal punto di vista normativo e applicativo”. La proposta va incontro, in sostsanza, alle esigenze locali. Nei casi di violenze domestiche potranno beneficiare dell’alloggio i familiari vittime mentre il violento dovrà allontanarsi dall’abitazione.

A seguito di verifiche è emerso che ci sono mini appartamenti non assegnati dall’Ater (Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale) perché poco conformi alle richieste delle famiglie, perciò per risolvere il  problema si pensa di venire incontro all’esigenza di famiglie monoparentali che necessitano di meno spazio.

La politica deve dare risposte ha detto Pastorelli e si deve evitare che persone dormano in auto perché non hanno un posto dove vivere.

Ci sono  alloggi che ad oggi non sono nella disponibilità in quanto necessitano di interventi di ristrutturazione, la proposta è di farli a carico degli utenti a cui verrà scalata dagli affitti la spesa sostenuta per l’adeguamento dell’appartamento.

La Vice Presidente dell’Assemblea Legislativa, Paola Fioroni, ha posto al centro della proposta la territorialità come previsto dalla legge che regola l’edilizia pubblica, parla dell’importanza di “aiutare gli anziani e le famiglie con disabili bisognosi di abbattimento delle barriere architettoniche, soprattutto per permettere l’assistenza domiciliare dei soggetti che ne necessitano”.

Secondo la proposta  il 10% degli alloggi sarà assegnato alle forze dell’ordine, l’8% a famiglie giovani sotto ai 35 anni con figli e l’8% a famiglie monoparentali con uno o più figli a carico. Sono tanti i casi di persone separate proprietarie di  un immobile di cui non possono però avere uso, perciò ora potranno accedere alle graduatorie in cui la residenza porterà punti di premialità. Oltre ai 5 anni di residenza già richiesti nella regione, si prevedranno 2 anni di residenza nel comune in cui si farà domanda e in caso la residenza in regione sia superiore ai 10 anni si prevederà maggior punteggio.

Avere condanne per reati gravi che implicano pericolosità sociale impedirà di poter accedere alla graduatoria.

La presentazione della domanda per i residenti stranieri con requisiti seguirà l’iter previsto dall’attuale legge che regola la documentazione e la metodologia per la presentazione.

Tra le modifiche proposte c’è il rapporto tra gli assegnatari degli alloggi e l’Ater che deve verificare i requisiti per il mantenimento del diritto all’alloggio tramite controllo effettuato annualmente a campione.

L’ospitalità di una persona dovrà essere  comunicata all’Ater entro 72 ore e potrà protrarsi per un periodo di tempo limitato, solo per particolari casi del nucleo familiare l’ente potrà permettere il proseguo della convivenza. I pagamenti del canone avverranno tramite domiciliazione bancaria e in caso di morosità superiore a 6 mesi decadrà il diritto di alloggio. L’interesse della proposta della Lega è mettere le persone al centro e garantire equità a tutti.

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