Le ragioni che hanno determinato l’attacco in Siria, i tre moschettieri

 
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04/17/2018 Alle 3 (ore italiane) Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna hanno colpito tre obiettivi in Siria, a Damasco e Homs, in risposta all’attacco chimico alla città di Duma, che i tre alleati attribuiscono al regime di Assad. Secondo i vertici del Pentagono, l’attacco “ha azzoppato il programma di armi chimiche”, portandolo indietro di anni.

Cosa è successo:

Tre gli obiettivi dell’operazione: un centro di ricerca scientifica a Damasco, un sito di stoccaggio di armi chimiche a ovest di Homs e un importante posto di comando. Sarebbero stati utilizzati circa 100 missili.
Il Pentagono, alcune ore dopo l’attacco, ha fornito i dettagli dell’operazione. In totale sono stati lanciati 105 missili, la maggior parte dal mare.
Trump, annunciando l’attacco, ha spiegato che è stato necessario a causa dell’utilizzo delle armi chimiche. “Azioni di Assad sono azioni di un mostro”, ha detto. Più tardi su Twitter ha scritto: “Attacco perfetto, missione compiuta”, poi ha chiamato Macron e May per ringraziarli per il sostegno.

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Il primo ministro britannico Theresa May ha specificato che l’obiettivo dell’attacco non è quello di rovesciare il regime di Assad. La ministra della Difesa francese Florence Parly ha aggiunto che Mosca è stata informata preventivamente dell’attacco. La Nato appoggia l’azione. Assad ha detto che l’Occidente ha agito dopo aver perso il controllo nel conflitto, aggiungendo di essere ancora più determinati a distruggere il terrorismo in ogni angolo della Siria.

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Dura la reazione della Russia: il presidente Putin ha parlato di un atto di aggressione che viola il diritto internazionale e Mosca ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu una risoluzione di condanna del raid, ma la bozza è stata bocciata.
Il premier Paolo Gentiloni ha detto che l’attacco è una “risposta motivata all’uso di armi chimiche”, ma che l’Italia non ha partecipato alle azioni militari.

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L’annuncio di Trump

Donald Trump ha sciolto le riserve e, a una settimana dall’attacco chimico alla città siriana di Duma, ha ordinato la rappresaglia in stretto coordinamento con Londra e Parigi. Lo ha fatto in diretta tv in un drammatico discorso alla nazione, in cui ha insistito sulla necessità di agire contro i crimini e la barbarie perpetrati dal regime di Bashar al Assad, definito “un mostro” che massacra il proprio popolo. E, come raccontano alcuni testimoni, i primi missili Tomahawk cadevano su Damasco e Homs proprio mentre il presidente americano stava ancora parlando, intorno alle 21 ora di Washington, le tre del mattino in Italia.

Nel primo pomeriggio italiano, il presidente Usa ha poi twittato dicendo: “Missione compiuta, grazie a Francia e Regno Unito”. Trump ha poi telefonato a May e Macron per ribadire il successo dell’operazione e confermare che la priorità in Siria è quella di sconfiggere definitivamente l’Isis.

Donald J. Trump

@realDonaldTrump
A perfectly executed strike last night. Thank you to France and the United Kingdom for their wisdom and the power of their fine Military. Could not have had a better result. Mission Accomplished!

14:21 – 14 apr 2018
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Assad: attacco perché Occidente ha perso controllo conflitto
Assad, citato da media internazionali, ha detto che l’Occidente ha agito dopo aver perso il controllo nel conflitto, aggiungendo di essere ancora più determinati a distruggere il terrorismo in ogni angolo della Siria.
Secondo quanto riportato dalla Tv siriana, inoltre, 3 civili sarebbero rimasti feriti nell’attacco su Homs. Il regime di Assad ha tuttavia annunciato di aver reagito e di aver subito danni limitati. Le postazioni militari russe non sono state coinvolte dall’attacco.

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Operazione di una notte
Per ora si è trattato di una ‘one night operation’, un’operazione unica durata poco più di un’ora, nel corso della quale sono stati colpiti principalmente tre obiettivi, come ha spiegato il Pentagono: un centro di ricerca scientifica a Damasco, un sito di stoccaggio per armi chimiche a ovest della città di Homs e un importante posto di comando situato nei pressi del secondo obiettivo. Fonti dell’amministrazione statunitense avrebbero però dichiarato che “la risposta degli Usa non è finita”.
“Questo è un chiaro messaggio per Assad”, ha spiegato il segretario americano alla Difesa, l’ex generale James Mattis, assicurando come al momento non si registrino perdite tra le forze Usa e come sia stato compiuto ogni sforzo per evitare vittime civili.

Lanciati 105 missili
Il Pentagono, alcune ore dopo l’attacco, ha fornito i dettagli dell’operazione: in totale sono stati lanciati 105 missili, la maggior parte dal mare. 37 Tomahawk sono partiti da due navi americane dislocate nel Mar Rosso. Un altro cacciatorpediniere Usa ha colpito dal Golfo Persico con 23 Tomahawk. Dal Mediterraneo orientale si sono mossi un sottomarino americano, che ha lanciato sei missili, ed una fregata francese, con tre missili. Dal cielo, sono entrati in azione due bombardieri Usa B-1, che hanno sparato 19 missili. Altri 17 missili sono stati lanciati da caccia francesi e britannici. Secondo il Pentagono, i tre obiettivo dell’attacco sono stati centrati e il programma di armi chimiche del regime “azzoppato”.

Russia: attaccate anche 4 basi siriane, ma missili abbattuti
La Russia sostiene che i raid di Usa, Gran Bretagna e Francia avrebbero preso di mira quattro aerodromi delle forze armate siriane: tutti i missili lanciati, però, sarebbero stati abbattuti. Secondo il generale russo Serghiei Rudskoi, missili sarebbero stati lanciati contro le basi aeree siriane di Dyuwali, Al-Dumayr, Blei e Shayrat. Quest’ultima base fu colpita un anno fa da bombardamenti missilistici Usa in risposta ad un attacco con gas sarin a Khan Sheikhoun. Putin, citato dalla Tass, ha condannato fermamente l’attacco militare contro la Siria, affermando che si tratta di una violazione del diritto internazionale.

Scontro all’Onu
Mosca ha inoltre chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu una risoluzione di condanna, ma la bozza è stata bocciata. Il testo ha ottenuto solo 3 voti a favore (Russia, Cina e Bolivia), 8 contrari e 4 astenuti. Non è stato necessario il veto di Usa,Gran Bretagna e Francia.

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Iran: ci saranno conseguenze. Cina: no a uso della forza
“Gli Stati Uniti e i loro alleati non hanno prove sull’attacco chimico in Siria e sono responsabili per le conseguenze regionali che seguiranno all’attacco deciso senza aspettare che prendessero una posizione gli ispettori dell’Opac”: lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Bahram Ghasemi, citato da alcuni media americani. La Cina, secondo quanto affermato dalla portavoce del ministero degli Esteri, “è fermamente contraria all’uso della forza nelle relazioni internazionali”. Pechino ha inoltre sollecitato l’avvio di una indagine imparziale per fare chiarezza sul presunto attacco chimico di Douma.

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Ue: noi informati, unico obiettivo impedire uso armi chimiche
“L’Ue era stata informata dei bombardamenti aerei mirati di Usa, Francia e Gran Bretagna sugli impianti di armi chimiche in Siria. Queste misure specifiche sono state prese con l’unico obiettivo di impedire l’ulteriore uso di armi e sostanze chimiche da parte del regime siriano”, ha fatto sapere l’Alto rappresentante Federica Mogherini a nome dell’Ue. “L’Ue sostiene tutti gli sforzi per prevenire l’uso” di tali armi, spiega Mogherini, invitando “Russia e Iran ad usare la loro influenza per evitare” che Damasco le usi di nuovo.

Italia non coinvolta
Paolo Gentiloni ha detto che l’attacco è “risposta motivata all’uso di armi chimiche”, ma che l’Italia non ha partecipato in alcun modo alle operazioni militari. Il Presidente del Consiglio era stato costantemente informato questa notte degli sviluppi degli attacchi militari in Siria, mantenendosi in contatto con i ministri Esteri e Difesa e con i vertici militari.

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Dalla Nato sostegno all’operazione
Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha dato il suo sostegno all’operazione: “Sostengo le azioni intraprese dagli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia: questo consentirà di ridurre la capacità del regime di riattaccare il popolo della Siria con armi chimiche”, ha detto Stoltenberg in una dichiarazione. La premier britannica Theresa May ha definito “legale e giusto” l’attacco di stanotte contro la Siria, giustificandolo sulla base dei “precedenti del regime siriano nell’uso di armi chimiche”.

Francia: Mosca informata, ambasciatore Usa conferma
La Francia da parte sua ha diffuso un documento sull’attacco di Douma che mostrerebbe le responsabilità del regime. “La Russia è stata avvertita in anticipo degli attacchi militari congiunti di Usa, Regno Unito e Francia contro la Siria” ha affermato inolte la ministra della Difesa francese, Florence Parly. La ministra ha aggiunto che l’operazione in Siria è stata “legittima, limitata e proporzionata”. L’informazione, inizialmente smentita dal di Stato maggiore delle forze armate americane, Joseph Dunford, è stata confermata dall’ambasciatore Usa a Mosca.
Il presidente francese Macron ha aggiunto: “La linea rossa dell’utilizzo di armi chimiche è stata superata”. (fonte Sky)

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