La video rassegna stampa dell’Umbria e nazionale del 2 gennaio 2019


La video rassegna stampa dell’Umbria e nazionale del 2 gennaio 2019




ULTIM’ORA

Il senatore Gregorio De Falco rivendica le proprie scelte di astenersi al voto sul decreto sicurezza che era “agli antipodi delle finalita’ del movimento” a votare contro la manovra, e dice di sperare in un “ravvedimento” del M5s che lo ha espulso. “Io mi sento a pieno titolo un rappresentante dei valori del M5S che ho difeso – dice intervistato da ‘ Il Messaggero’ – Quello nei miei confronti e’ un provvedimento sgangherato, abnorme e incostituzionale. Ho espresso voti e opinioni come prescrive l’ articolo 68 della Carta. E’ la stessa che abbiamo difeso a spada tratta nella scorsa legislatura?”. De Falco chiarisce che non chiamera’ Di Maio ma, “se mi cerchera’ , ci parlero’ volentieri. Non lo vedo da tempo” e ribadisce perplessita’ sull’ accordo con la Lega. “Non so se nascera’ un polo sovranista, ma non lo escludo. Che il M5S si sia spostato a destra pero’ e’ indubitabile. Tra il programma sottoposto ai nostri elettori e quanto fatto al governo c’ e’ una distanza enorme. Se analizziamo il voto, appare evidente che noi abbiamo raccolto molti consensi a sinistra e in Meridione, che una volta al governo sono stati rinnegati nella sostanza. Dubito che chi ci ha votato vedra’ equita’ nella mini-flat tax che premia le partite Iva del Nord e nel blocco delle indicizzazioni delle pensioni sopra i 1500 euro. Togliamo a chi non ha: cosa diremo alla gente del Sud quando le autonomie del Nord dreneranno altre risorse al Mezzogiorno?”. “Visto da fuori – conclude – il M5s sembrava aperto al confronto. Ma visto da dentro non e’ un luogo di discussione democratica. E troppo verticistico: non si discute di niente, si esegue e basta”.

Taiwan: Xi, Cina deve essere riunificata, non rinuncia uso forza

La Cina non rinuncera’ all’ uso della forza militare come opzione per combattere le forze indipendentiste di Taiwan: lo ha detto il presidente Xi Jinping, insistendo sul fatto che la Cina “deve essere riunificata e lo sara’ “. Pechino “si riserva la possibilita’ di prendere tutte le misure necessarie” contro “forze esterne” che interferiscono con la riunificazione pacifica e contro l’ indipendenza e l’ attivita’ separatiste di Taiwan, ha sottolineato il presidente cinese. Xi ha parlato nel corso della commemorazione del 40esimo anniversario del messaggio inviato a Taiwan nel 1979, in cui Pechino chiedeva la riunificazione e la fine del confronto militare. Il governo di Pechino non rinuncia a considerare Taiwan come parte del suo territorio, nonostante Taiwan e la Cina continentale siano separati dal 1949, quando si concluse la guerra civile cinese e i comunisti arrivarono al potere. Le autorita’ cinesi considerano l’ isola come una delle sue province e chiedono una “riunificazione” dei due lati dello Stretto. Taiwan si considera uno Stato sovrano con una propria valuta e sistemi politici e giudiziari autonomi, ma non mai dichiarato formalmente l’ indipendenza. Nonostante il miglioramento delle relazioni tra l’ isola e la terraferma nel corso degli ultimi 40 anni, Pechino ha continuato a minacciare di usare la forza per ripristinare la sua sovranita’ , se Taiwan proclama formalmente la sua sovranita’ o in caso di intervento esterno. “L’ indipendenza di Taiwan non arrivera’ che a un punto morto”, ha concluso Xi. “La Cina deve essere riunificata e lo sara’ “.

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