La video rassegna stampa, anche sfogliabile, del 5 maggio 2019


 


La video rassegna stampa, anche sfogliabile, del 5 maggio 2019




Elezioni, per Verini con dimissioni di Marini è inevitabile sciogliere il consiglio

Il Pd Umbria lancia ufficialmente le sue candidate e i suoi candidati in vista del 26 maggio. Da Marsciano, teatro Concordia, i dem umbri hanno voluto raccogliere energie e passione, presentare i volti e i progetti per le città al voto e per l’Umbria in Europa, suonare la carica in vista dell’appuntamento col voto. In sala più di cinquanta candidati sindaco del Pd e sostenuti dal Pd. E poi sindaci uscenti, amministratori e militanti, candidati consiglieri. Sul palco, insieme a Walter Verini, che ha tenuto a battesimo l’evento, i candidati Sindaco Stefano Massoli (Marsciano), Giuliano Giubilei (Perugia), Luciano Pizzoni (Foligno), Giuseppe Germani (Orvieto), Elisabetta Corbucci (Stroncone), e la candidata umbra alle europee Camilla Laureti.

Il commento del commissario del PD durante l’incontro:

Questo incontro si tiene in un momento difficile della storia politica nostra e dell’Umbria. Ma la nostra storia, la storia della sinistra e delle forze democratiche ci ha insegnato che è proprio mei momenti difficili, è proprio dagli errori – anche gravi – dal riconoscimento sincero di questi errori che si può trovare la forza di rialzare la testa, guardare al futuro, costruire strade nuove.

Vedete, qui oggi c’è una assemblea di persone che vivono ogni giorno, concretamente, la vita vera dei cittadini. C’è una classe dirigente diffusa, che spesso dalla trincea del Comune, dal Circolo del PD, si trova a vivere la Politica nel solo modo possibile in cui può e deve essere vissuta: al servizio della comunità, a partire dalla protezione sociale dei soggetti più deboli e fragili.

Che cos’è la Politica, se non questo?

Anche se negli ultimi anni non è apparso sempre questo, noi dobbiamo tornare a considerare – e praticare – la Politica e il Potere nell’unico modo possibile: un mezzo, non un fine. Un mezzo per cambiare in meglio la vita delle persone. Un mezzo per costruire il futuro collettivo, non per le carriere personali.

Ce la possiamo fare?  Io sono convinto di sì. Se fossi convinto del contrario, non sarei qui. Non avrei accettato questo incarico.

Ce la possiamo fare, perché nel nostro DNA, se vogliamo nel nostro Pantheon, ci sono il rigore etico e morale, la visione, il coraggio, delle nostre radici, che si chiamano tra l’altro Enrico Berlinguer, Aldo Moro, Sandro Pertini, Vittorio Foa. E perché abbiamo ancora un popolo che ci chiede questo. Anche tanti giovani che ci guardano.

Anche quelle milioni di “anime”, come le definiva Michele Serra, che cercano un corpo, un luogo in cui tornare a credere e sperare.

Ma nel nostro DNA ci sono anche le radici dell’antifascismo e della Costituzione, che noi onoriamo non solo per le ragioni di ottanta anni fa, ma per i rischi di oggi: quelli di una Europa e di una Italia in cui i germi dell’odio contro i diversi, del razzismo, dell’antisemitismo, della violenza contro chi aiuta i più deboli sono pericoli quotidiani, di oggi, alimentati da forze pericolose che vorrebbero una Europa non più giusta, ma frantumata.

Non diversa e fondata su politiche contro le diseguaglianze, per il lavoro, sulla società aperta, ma più debole. E magari terreno di scorribande ed egemonia di un diverso ordine mondiale, dove a farla da padroni sarebbero l’autoritarismo di Putin, la minaccia di Trump, il gigantismo economico e finanziario dell’Impero Cinese.

In tutto questo l’Italia che vorrebbe il Ministro della paura, la felpa di ricino Salvini, sarebbe ancora più isolata di quello che è diventata in questo anno di disastroso governo gialloverde: alleata di quelli che dicono “prima gli ungheresi”, “prima i polacchi”, “prima gli austriaci”. E Salvini e la Meloni a dire “prima gli italiani”, in una Italia sempre più debole e isolata.

È questa la prima grande sfida: quella delle elezioni europee. Uno spartiacque fondamentale per una idea nuova dell’Europa, del futuro che ha le radici di Ventotene.

Ma anche una grande occasione per ridare fiato in Italia alla Sinistra, alle forze democratiche e al Partito Democratico, che può tornare ad essere una alternativa credibile alla tragedia di questo Governo che sta portando l’Italia a fondo.

Il Pd, Nicola Zingaretti hanno costruito un programma davvero importante per la nuova Europa. E liste importanti. Aperte, forti, plurali.

Anche qui, nella nostra Circoscrizione. Dove abbiamo candidati di grande livello.

Dalla Capolista Simona Bonafé, che ha già compiuto una legislatura piena di impegno e di risultati, al Vicepresidente del Parlamento Europeo David Sassoli, conosciuto ed apprezzato da tutti, al Presidente della Commissione Bilancio Roberto Gualtieri, una esperienza autorevole e riconosciuta su dossier delicatissimi.

Con loro ci sono altri candidati davvero di grande rilievo, che mi fa particolare piacere salutare qui, insieme a voi. Perché sono con noi.

Mi riferisco innanzitutto a due persone che conosco e stimo da anni.

Grazie di essere qui a Nicola Danti. Con lui abbiamo lavorato, e a volte sofferto insieme, in anni recentissimi in cui eravamo tutti e due membri della Commissione Nazionale di Garanzia, dove Danti ha confermato rigore ed equilibrio. Ma Nicola è stato soprattutto nostro parlamentare europeo che ha compiuto cinque anni di lavoro davvero significativi, occupandosi concretamente di tanti problemi e difendendo insieme le idee europeiste e gli interessi del nostro Paese e dei cittadini, dei consumatori, in un rapporto stretto e costante con la Circoscrizione e il territorio.

In bocca al lupo, Nicola.

E Grazie di essere qui a Massimiliano Smeriglio. Con Massimiliano mi è capitato di lavorare in anni importanti per la mia esperienza politica e umana e importanti soprattutto per Roma. Io stavo in Campidoglio con il Sindaco Walter Veltroni e lui era il Presidente del Municipio ( della Garbatella, per capirci) dove lavorava con valori, ideali e la concretezza delle soluzioni innanzitutto a favore dei soggetti più deboli ed emarginati. Tutte cose che abbiamo ritrovato in questi anni, quando Massimiliano è stata la persona più vicina, l’architrave che ha accompagnato Nicola Zingaretti a vincere e governare per due volte le elezioni per la Regione Lazio.

E oggi Smeriglio potrà portare questa visione e questa esperienza in Europa.

In bocca al lupo anche a te, Massimiliano.

Ma con noi c’è soprattutto Camilla Laureti, la “nostra” candidata. La candidata della nostra regione. Dobbiamo sostenere Camilla. Perché è brava, fresca. Ha passione politica sincera e visione. Perché non ha paura delle sfide, come quella di un anno fa a Spoleto. Perché ha compiuto esperienze professionali, giornalistiche, di volontariato e politiche davvero significative. Perché ha una idea della politica aperta, fuori dagli schemi che spesso hanno ingolfato la nostra iniziativa. Perché porterà, con l’Italia centrale, l’Umbria in Europa. E un successo di Camilla farà bene, soprattutto in un momento come questo, alla nostra regione, alle forze democratiche, al Partito Democratico.

Poi la ascolterete. Per ora anche a lei un grande, affettuoso in bocca al lupo.

Dicevo che è un momento difficile per l’Umbria, per noi.

Quello che è accaduto in pezzi del sistema sanitario e amministrativo è una cosa che ci ha fatto vergognare. Per la quale ancora una volta, come ha fatto subito l’Assessore Bartolini, chiediamo scusa.

Ai cittadini, ai giovani e alle persone che partecipavano ai concorsi.

Quello che è accaduto non doveva accadere. Dovevamo essere noi a capire che in aspetti dell’Umbria si erano diffusi e consolidati metodi estranei ai valori e alle idee originarie del Pd.

Il rispetto delle regole, del merito, per noi non sono un optional.

E non mi riferisco, nel dire che ci siamo vergognati, agli aspetti penali.

Su questo ribadiamo ancora una volta quello che diciamo da sempre, con sincera convinzione.

Rispetto e gratitudine per il lavoro della magistratura. Non siamo come Salvini, che intimidisce i magistrati che indagano su di lui e sulle malefatte della Lega o che pronunciano sentenze che non gli piacciono.

E al tempo stesso auspicio che coloro che sono stati colpiti da provvedimenti giudiziari sappiano dimostrare la loro estraneità ai reati. Sapendo che un avviso di garanzia non è una sentenza definitiva. Che la presunzione di innocenza è un principio costituzionale che deve valere sempre. Per noi vale sempre, non come i 5 Stelle, che sono giustizialisti con gli avversari e garantisti con i loro amici di partito.

Per questo abbiamo compreso e condiviso la scelta difficile e dolorosa della Presidente Catiuscia Marini. Con il gesto che ha voluto compiere ha scelto di mettere al riparo le istituzioni dagli attacchi e dagli sciacallaggi politici, avendo la piena libertà di tutelare la sua posizione.

Certo, sappiamo che questa sua scelta porterà allo scioglimento anticipato del Consiglio, ma è una scelta che conferma come le istituzioni vengano prima degli interessi personali, come lei ha dimostrato nella sua esperienza politica, di Presidente, di eurodeputata, di Sindaco di Todi.

Ma detto questo, diciamo ad alta voce un’altra cosa. L’Umbria non è una terra di criminali. La politica umbra non è il regno del malaffare. Il Partito Democratico è un partito di gente perbene. L’Umbria è una terra di gente perbene.

La storia di governo della Regione, delle nostre, delle vostre città, ci fa andare a testa alta.

Anche per quello che abbiamo fatto negli ultimi dieci anni.

Ancora oggi l’Umbria è una regione dove si vive meglio che altrove. Dove la bellezza e la storia non sono state mortificate, ma tutelate e valorizzate. Dove ambiente e sviluppo nella piena sostanza coesistono. Dove la sicurezza e la coesione sociale sono difese. Dove la sanità funziona meglio che altrove e con punte diffuse di eccellenza. Dove cultura, paesaggio e turismo sono leve attive e fondamentali. Dove esistono imprese innovative, competitive, che il sistema istituzionale ha accompagnato e sostenuto. Dove i più fragili sono sostenuti. E dove non dilagano razzismi, odii, intolleranze.

Queste cose dobbiamo dirle. A testa alta.

Non dobbiamo però nasconderci criticità, in ognuno di questi settori. Ci sono. Le conosciamo. Le abbiamo anche dette, più volte. Dovevamo accelerare su misure straordinarie per abbattere le liste d’attesa. Per misure straordinarie per il lavoro, in una regione colpita più di altre dalla crisi non per colpe nostre, ma per un certo nanismo del sistema produttivo, per la crisi dell’edilizia, per gli effetti del terremoto, per la crisi di grandi gruppi industriali che ha desertificato la fascia appenninica.

Ma queste criticità non inficiano la qualità complessiva della nostra azione di governo.

Per questo, lo diciamo anche questo a testa alta, ci candidiamo ancora a guidare le nostre città. E, per certi aspetti, ad essere noi stessi alternativa e cambiamento per superare i limiti, le incrostazioni, le opacità che anche nei migliori organismi si insinuano.

E allora, non possiamo, non dobbiamo lasciare a quegli incapaci e incompetenti di Di Maio questioni che non sono state al centro del nostro impegno, ma che sono nostre. Che debbono essere nostre.

Penso a nuove regole, vere, applicate non declamate, per le nomine nella sanità e nelle partecipate pubbliche. Merito, competenza, capacità. Trasparenza. Queste debbono essere le uniche bussole.

Lo stesso vale per le procedure di evidenza pubblica e per i concorsi pubblici.

Mai più favoritismi, clientelismi.

Non servono riforme costituzionali. Basta rispettare regole che esistono e applicare qualche innovazione per rendere davvero trasparenti questi appuntamenti con il destino e la speranza per tanti giovani, che meritano rispetto e non umiliazione. Che hanno diritti e non debbono chiedere o ricevere favori.

Ce la possiamo fare. L’alternativa ai nostri limiti ed errori siamo noi, che vogliamo superarli.

Non sono i 5 Stelle e la Lega, che stanno umiliando e distruggendo quello che l’Italia aveva conquistato, anche se parzialmente, con i governi a guida Pd.

Non sono i 5 Stelle, che alla prova del Governo delle città mortificano le proprie comunità, come sta facendo la Raggi nella Capitale del Paese.

E come stanno facendo i leghisti nelle città che guidano anche in Umbria. Guardiamo il deprimente spettacolo della giunta leghista di Terni. Guardiamo cosa succede ad Umbertide. E guardiamo cosa è successo a Montefalco, dove la gestione della senatrice Tesei ha sconquassato le casse comunali facendo pagare un prezzo salato ai cittadini. E ci ha fatto piacere che a guidare la battaglia per la riconquista del Comune, insieme a tante forze fresche e a giovani sia stato un “riservista” capace e generoso come Vincenzo Riommi.

Ma questi signori di Lega e 5 Stelle non possono essere alternativa credibile, anche per i danni che il loro Governo assesta ogni giorno all’Umbria.

Qualche esempio:

— Il loro commissario per il terremoto blocca tutto da nove mesi. Tutto.

— Al tavolo per il futuro delle Acciaierie mandano un funzionario, non c’era neppure lo straccio di un sottosegretario.

— Da un anno bloccano tutto – accordi, protocolli, risorse, fondi – per mettere in moto i progetti e i posti di lavoro per l’area di crisi complessa Terni-Narni su cui Regione, imprese, sindacati e Governi a guida Pd avevano lavorato

— Da mesi non rispondono ad appelli di Regione e Sindacati per il tavolo sulla ex-Merloni

— Da mesi non si occupano con impegno per trovare una soluzione alla questione dei crediti alle imprese e ai lavoratori della Perugia-Ancona (Ex Astaldi )

— Buio sul futuro della E45, della sua riapertura sul Verghereto. Le uniche certezze sono le risorse per la messa in sicurezza stanziare dai governi della scorsa legislatura.

Potremmo continuare. Ma voglio terminare.

Voglio terminare per sostenere che questi signori non possono essere alternativa credibile. È vero, la nostra crisi non nasce dalle vicende dell’ultimo mese.

In questi anni abbiamo perduto, per nostre colpe e non per meriti loro, troppi comuni. Un anno fa tutti i collegi uninominali.

Ma i loro fallimenti sono già evidenti.

Dobbiamo quindi, possiamo essere noi l’alternativa credibile. Grazie a voi che siete qui. Vedete, voi che siete in questa sala siete amministratori, sindaci uscenti, candidati per la prima volta, che avete guidato o guiderete con passione, capacità e trasparenza le vostre comunità, l’Umbria delle città.

I vostri cittadini vi conoscono. In questa sala ci sono tanti amministratori, e tra questi tanti giovani amministratori, che servono – come si deve fare – con “onore e disciplina” la cosa pubblica. E che lo faranno ancora in futuro. E ci sono tanti nuovi candidati, che hanno voglia di servire le proprie Comunità, di aiutare l’Umbra, le nostre città a crescere e a costruire il futuro.

Voglio salutare tutti, ma in particolare i sindaci e gli amministratori che hanno concluso il proprio mandato. Li voglio ringraziare tutti. E per tutti ne cito due che ho visto in sala: il sindaco di Foligno Nando Mismetti, che lascia una città più bella e unita.

Grazie, Nando.

E il Sindaco di questa città che ci ospita, Alfio Todini, che in questi anni ha continuato con impegno e risultati importanti la tradizione di buongoverno di Marsciano.

Grazie, Alfio.

E voglio ringraziare tutti coloro che si candidano. I Sindaci del Pd. I nostri Sindaci capaci e perbene.

Ma un partito come il nostro non solo non ha paura di aprirsi alla società. Anzi, questo sta nel DNA del Pd.

Ecco allora che voglio salutare in particolare alcune persone, che vengono da esperienze importanti della società e che hanno accettato la sfida di guidare le loro città nel futuro.

Grazie a Giuliano. Giuliano Giubilei, candidato civico del centrosinistra a Sindaco di Perugia, giornalista di valore, perugino d.o.c., che saprà risollevare Perugia dal torpore e dall’inerzia di questi anni.

E Grazie a Luciano Pizzoni, candidato civico di un centrosinistra largo a Foligno. Manager industriale, impegnato nel volontariato, che saprà continuare e innovare la solida tradizione di buongoverno dei Sindaci folignati.

E grazie ad altre figure, da Lucio Raspa a Bastia, a Simona Fabrizzi a Città della Pieve.

E grazie, infine, a tanti giovani e giovanissimi candidati, che hanno deciso di mettere la loro passione e il loro impegno per una politica nuova.

Abbiamo dunque le carte in regola per farcela, per rialzare la testa. Tutti insieme. A me non interessa come si è votato alle primarie regionali e a quelle nazionali.

Quello che conta è lavorare tutti insieme. Per aprire porte e finestre. Per un partito aperto. Per cambiare insieme.

Anche radicalmente, anche impietosamente. In questa fase non serve ripiegarsi in noi stessi. Non serve leccarci le ferite. Non serve chiuderci nel bunker. Basta con confronti interni rissosi, come se mentre nella casa comune si sviluppa un incendio noi dovessimo convocare un’assemblea condominiale per litigare come spegnerlo e su chi tiene gli idranti.

No, siamo in piena battaglia elettorale. E tutti dobbiamo tirare dalla stessa parte.

Dobbiamo farlo, ripeto, insieme. Ma dicendo agli umbri, ai nostri cittadini, che abbiamo capito la lezione, che saremo impietosi con i nostri stessi difetti, per correggerli e superarli.

La storia nostra, di questa regione,è stata piena di momenti difficili, anche drammatici.

Ma le forze migliori dell’Umbria e delle nostre città, come voi che siete qui, hanno sempre saputo affrontarli e superarli.

E così noi del Partito Democratico, non da soli, sapremo fare anche questa volta.

Buon lavoro a tutti, buona campagna elettorale

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