La Sindaca di Perugia visita il carcere di Capanne: “E’ un vero inferno dei viventi”
Vittoria Ferdinandi, la sindaca di Perugia, ha recentemente visitato il carcere di Capanne, esprimendo preoccupazione per le sue condizioni. Ha rilasciato una dichiarazione ai giornalisti all’uscita, sottolineando la gravità della situazione.
Ferdinandi ha riconosciuto che il carcere è attualmente in una condizione molto grave, una situazione che era stata denunciata la settimana scorsa dal garante Giuseppe Caforio. Ha sottolineato che il carcere dovrebbe essere un luogo di riabilitazione, non un luogo di fine corsa. Tuttavia, al momento, il carcere di Perugia non rispetta questa vocazione.
La sindaca ha evidenziato che il carcere sta negando i diritti umani fondamentali. Ha sottolineato la necessità di un grande lavoro da parte di tutte le istituzioni per ripensare il carcere e restituire ai detenuti condizioni di vita umane.
Ferdinandi ha rilevato che il carcere di Perugia sta affrontando problemi a livello nazionale, tra cui cattive condizioni igienico-sanitarie, mancanza di personale sanitario e sovraffollamento. Ha anche sottolineato la mancanza di un piano occupazionale per le forze di polizia penitenziaria.
Un altro problema fondamentale sollevato dalla sindaca riguarda il disagio psichiatrico tra i detenuti. Ha avvertito che i carceri rischiano di trasformarsi in ospedali psichiatrici, dove non viene offerta l’assistenza necessaria. Ha descritto il piano dell’isolamento come un “vero inferno dei viventi”.
Ferdinandi ha sottolineato la necessità di percorsi di cura alternativi. Ha menzionato la firma di un protocollo in procura che rivendica la necessità di avere una REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza). Ha espresso la speranza di discutere di questo con Sottani, che incontrerà presto.
La sindaca ha sottolineato la necessità di strutture che possano accogliere e curare coloro che devono scontare una pena, ma che prima di tutto hanno una diagnosi di tipo psichiatrico. Ha rilevato che la polizia penitenziaria non è formata per contenere e supportare la sofferenza psichica dei detenuti.
Ferdinandi ha concluso sottolineando la necessità di ripensare e riorganizzare il carcere. Ha affermato che il comune, grazie al garante, cercherà di riaccendere un faro di riflessione e di denuncia. Ha anche espresso l’intenzione di riportare l’esterno all’interno del carcere, coinvolgendo le cooperative e il mondo del terzo settore.
La sindaca ha sottolineato l’importanza di affrontare le marginalità con sistemi di welfare comunitario e strutturale. Ha sottolineato la necessità di permettere ai detenuti di reinserirsi nel territorio una volta usciti dal carcere, diventando un’opportunità per il territorio.
La prima cittadina ha visitato il carcere insieme al garante Caforio. Quest’ultimo ha dichiarato che la situazione attuale è insostenibile e viola i diritti fondamentali dell’uomo. Ha inoltre ringraziato la Sindaca Ferdinandi per aver voluto vedere di persona la realtà del carcere. La settimana scorsa, il Garante ha depositato un esposto in Procura della Repubblica, ritenendo che la situazione abbia raggiunto un limite oltre il quale non è possibile andare.
Uno dei problemi principali evidenziati è la presenza di molti detenuti psichiatrici, molti dei quali provengono dalla Toscana. Nel 2015, la direzione del dipartimento è stata trasferita da Perugia a Firenze, nonostante le sollecitazioni di molte parti, tra cui la polizia penitenziaria, l’ordine degli avvocati e l’unione camera penale, per riportare il dipartimento a Perugia.
Il Garante ha sottolineato che, al di là dell’organizzazione amministrativa, vi è una situazione che merita la massima attenzione delle istituzioni. Ha citato le condizioni estreme all’interno del carcere, dove le temperature possono raggiungere i 40 gradi, senza aria condizionata. Gli ambulatori sono in condizioni tali che non si riesce a lavorare, e i detenuti vivono in condizioni disumane.
Ha espresso la speranza che, con il supporto di tutte le istituzioni, si possa invertire una rotta che è veramente disumana. Ha inoltre sottolineato l’importanza degli investimenti, notando che ci sono dibattiti infiniti sulla competenza tra il Dipartimento Penitenziario e l’ASL, mentre la gente vive in condizioni inaccettabili.
Infine, il Garante ha sottolineato l’importanza della riabilitazione, citando l’esempio di un giovane detenuto che scrive e pubblica canzoni. Ha sottolineato che se diamo un’opportunità a queste persone, possono tornare nella società e contribuire a migliorarla. Ha concluso esprimendo la speranza che tutti possano in qualche modo contribuire a migliorare la situazione.

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