La Regione Umbria aumenta tasse per coprire il deficit sanitario

Ritocchi su Irpef, Irap e bollo auto per far fronte al disavanzo

La Regione Umbria ha approvato un aumento di Irpef, Irap e bollo auto per far fronte al deficit sanitario. La misura si rende necessaria a causa di una riduzione dei trasferimenti e di uno squilibrio nei conti del Servizio sanitario regionale, con un disavanzo complessivo di 243 milioni di euro, parzialmente compensato dal saldo positivo della Gestione Sanitaria Accentrata, pari a 153 milioni di euro. Il bilancio consolidato regionale della sanità registra così un risultato economico negativo di 90 milioni di euro.

Irpef
L’addizionale regionale rimane azzerata per il primo scaglione di reddito. Per i redditi tra 15.000 e 28.000 euro, l’aliquota sarà fissata all’1,95%. Chi guadagna tra 28.000 e 50.000 euro pagherà il 2,05%, mentre per i redditi superiori a 50.000 euro l’aliquota salirà al 2,1%.

Irap
L’aliquota ordinaria sarà aumentata di 0,50 punti base, passando dal 3,90% al 4,40%, a partire dal 1° gennaio 2026. Resteranno in vigore le riduzioni e gli aumenti già stabiliti da precedenti normative regionali.

Bollo auto
La tassa automobilistica subirà un incremento del 10%. È la prima volta che la Regione Umbria applica una maggiorazione sulle tariffe di base stabilite a livello statale.

La decisione è stata presa per garantire la sostenibilità della sanità pubblica e la continuità dei servizi essenziali, evitando ulteriori tagli al fabbisogno necessario per la gestione del settore sanitario regionale.

Nota della Giunta regionale dell’Umbria

“E’ una scelta difficilissima ed emergenziale, che abbiamo cercato di mantenere più equa possibile che tiene conto delle condizioni economiche dei cittadini, un ritocco delle aliquote che non colpisce indiscriminatamente tutti ma tutela le categorie più fragili, e soprattutto scongiura l’aliquote massimale. Si tratta nelle proiezioni di lievi aumenti che incideranno maggiormente su chi ha di più, e sensibilmente su famiglie e cittadini con redditi medi  e che comunque verranno in larga parte neutralizzati da misure a sostegno delle famiglie, in particolare nei servizi dedicati alle famiglie, ai più fragili e ai giovani.

Una manovra che questa giunta non avrebbe mai voluto fare se non avesse ereditato dalla precedente amministrazione una situazione dei conti in sanità disastrosa e già nota alla precedente giunta ma diventata insostenibile anche per effetto dei tagli del governo alla spesa pubblica. La strada, purtroppo, è obbligata di fronte a un pesante disavanzo delle 4 aziende sanitarie, con un deficit strutturale negli ultimi 5 anni a cui si aggiunge il taglio lineare del Governo di 40 milioni dei trasferimenti alla Regione nel prossimo triennio.

Siamo certi che la nostra comunità umbra comprenderà una scelta coraggiosa, unica possibile e indispensabile per evitare le conseguenze ben più gravi di un commissariamento, che comprenderebbe comunque l’innalzamento delle aliquote fiscali al massimo – quindi preleverebbe un maggiore gettito dalle tasche dei cittadini -. Solo così potremo rimettere a posto i conti dell’Ente e potremo garantire un sistema sanitario pubblico con finalmente maggiori risorse strutturali, su cui abbiamo cominciato a lavorare da subito affinché la sanità pubblica umbra torni ad essere efficiente, accessibile e di alta qualità. Siamo certi di poterlo fare perché l’Umbria  pur avendo un sistema molto capillare, è una regione in cui, ripartendo con conti in equilibrio, ci sono ampi margini di miglioramento.

Vogliamo rivolgere un sentito ringraziamento agli uffici regionali, ai direttori dirigenti e collaboratori che non si sono risparmiati e si sono prodigati strenuamente in queste ore, con enorme impegno e professionalità per elaborare seguendo il nostro indirizzo politico, una proposta il più possibile equa e sostenibile per i cittadini”.

Sanità, assessore Barcaioli: “La manovra da 90 milioni tutela la sanità umbra senza pesare su chi ha meno”

La Giunta regionale ha approvato una manovra da 90 milioni di euro per coprire il disavanzo sanitario dell’Umbria ed evitare il commissariamento, scongiurando così l’aumento indiscriminato delle aliquote fiscali e dei ticket sanitari. Un intervento necessario per garantire stabilità finanziaria al sistema sanitario umbro e migliorare i servizi senza gravare sulle fasce più deboli della popolazione.

“Abbiamo ereditato una situazione di bilancio insostenibile – spiega l’assessore regionale al Welfare, Fabio Barcaioli – e la presidente Proietti ha più volte sottolineato come questa manovra, seppur sofferta, sia stata l’unica strada possibile per proteggere i cittadini da un intervento drastico dello Stato. Abbiamo lavorato affinché il risanamento avvenisse in modo progressivo e sostenibile, evitando di colpire le fasce di reddito più basse e garantendo l’equità sociale”.

Barcaioli chiarisce come la revisione dell’addizionale Irpef sia stata calibrata con attenzione: “Chi ha un reddito fino a 15mila euro non pagherà un centesimo in più, mentre per chi si trova nella fascia tra 16mila e 20mila euro l’incremento sarà estremamente contenuto: circa 1,60 euro al mese per chi guadagna 16mila euro, circa 4,90 euro per chi ne percepisce 18mila e circa 8,10 euro per chi ha un reddito di 20mila euro. Cifre che dimostrano chiaramente come l’aumento sia sostenibile e distribuito in modo equo”.

“Abbiamo voluto con forza salvaguardare un principio chiaro – prosegue Barcaioli – ovvero che chi ha meno non deve farsi carico di errori passati. Le fasce più povere non pagano il risanamento della sanità, anzi, potranno beneficiare di un miglioramento dei servizi senza subirne il peso economico. Questa è un’operazione di responsabilità che tutela il diritto alla salute di tutti i cittadini umbri”.

“L’alternativa sarebbe stata il commissariamento, con un incremento generalizzato delle aliquote e una riduzione dei servizi, scenario che la Regione ha evitato grazie a una gestione attenta e ponderata. – conclude Barcaioli – Il sistema sanitario pubblico va difeso con scelte responsabili e lungimiranti”.

La Presidente e gli assessori ringraziano con riconoscenza gli uffici regionali per il lavoro svolto con dedizione e competenza, che ha reso possibile un’elaborazione sostenibile della proposta.

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