La rassegna stampa sfogliabile del 26 giungo 2019

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Lasciavano lavoro per assistere disabili ma andavano in Tv, 2 denunce

Avevano il permesso di assentarsi dal posto di lavoro per assistere persone disabili, invece avrebbero utilizzato permessi e congedi per sbrigare faccende private, in qualche caso anche per partecipare a spettacoli ed eventi televisivi. Si tratta di due dipendenti pubblici, denunciati per i reati di falsita’ materiale e truffa ai danni dello Stato dai finanzieri della Compagnia di Sibari (Cs), al termine di un’ attivita’ di indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari (Cs).

Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Antonino Iannotta, sono state dirette a verificare il reale utilizzo dei giorni di assenza dal lavoro retribuiti dei due dipendenti pubblici che, per fruire dei benefici di legge, avevano variato fittiziamente il loro indirizzo di residenza facendolo coincidere con le abitazioni dei congiunti disabili bisognosi di assistenza. Le Fiamme Gialle, attraverso servizi di appostamento e pedinamento arricchiti da riprese video-fotografiche e dal riscontro del traffico telefonico, hanno accertato un utilizzo illegale dei congedi e permessi retribuiti, non utilizzati per prestare assistenza ai parenti disabili ma per adempiere a incombenze private, anche fuori regione.

E’ stato infatti constatato come gli indagati abbiano truffato l’ ente in cui prestano servizio, grazie a un cambio di residenza ad hoc e alle false dichiarazioni nelle quali hanno attestato di convivere e prestare assistenza in via continuativa ed esclusiva ai rispettivi parenti disabili. Con questi comportamenti, sottolineano gli inquirenti, i dipendenti hanno danneggiato sia l’ ente pubblico di appartenenza, che ha dovuto fronteggiare le loro assenze, c sia l’ Inps, chiamata a rimborsare la quota di retribuzione anticipata dal datore di lavoro.

Grazie ai successivi approfondimenti documentali, allargati al triennio 2017-2019, sono stati calcolati i giorni di effettiva assenza ingiustificata (tra permessi e congedi retribuiti) e l’ ammontare della retribuzione percepita indebitamente. In particolare, gli indagati si sono assentati per 117 giorni di permessi retribuiti e 169 giorni di congedi retribuiti, per un complessivo importo indebitamente percepito di circa 23.000 euro a titolo di retribuzione. I due dipendenti pubblici ora rischiano, oltre alla restituzione dell’ indebito percepito e al l procedimento disciplinare da parte dell’ Ente di appartenenza, la pena della reclusione da 1 a 6 anni e della multa sino a 1549 euro.

Vincenzo Bianconi

Valerio Mancini

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