La rassegna stampa in video di venerdì 31 gennaio 2020

 
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Coronavirus colpisce l’Italia, due casi accertati, sono turisti da Wuhan

Il coronavirus colpisce l’ Italia. Cosi’ , mentre l’ Organizzazione mondiale della Sanita’ dichiara l’ emergenza globale, il nostro Paese scopre di avere i suoi due primi contagiati. Si tratta di una coppia di turisti cinesi sbarcati a Malpensa il 23 gennaio, rimasti in citta’ per due giorni e poi arrivati a Roma, all’albergo Palatino, dove mercoledi’ sono stati “bloccati” e messi in quarantena all’ospedale Spallanzani. A rivelarlo, ieri sera, e’ stato lo stesso premier Conte. La loro camera d’ albergo e’ stata sigillata. Ora si cerca di ricostruire i loro spostamenti. Intanto sono stati bloccati i voli da e perla Cina. Per un caso sospetto di contagio, a Civitavecchia odissea per la nave da crociera Costa Smeralda. Seimila i passeggeri in ostaggio a bordo. Ma alla fine si e’ trattato solo di un caso di influenza.

“I due casi accertati sono due turisti cinesi che sono venuti nel nostro Paese”, spiega Conte. La notizia arriva nel corso del vertice convocato per fare il punto sull’Agenda 2023 con la quale il governo intende rilanciare la propria azione. E l’ attenzione si sposta immediatamente a questa nuova priorita’. Il governo, tuttavia, “non si e’ fatto trovare impreparato”, afferma subito il premier ricordando come tutte le strutture preposte fossero in allerta ormai da giorni.

“In questo momento ci sono attente verifiche per ricostruire il percorso dei due cittadini cinesi ed evitare assolutamente qualsiasi rischio ulteriore di contagio. Al momento non c’ e’ alcun motivo per creare allarme sociale, continueremo a seguire con il massimo dispendio di energie e risorse”, ha aggiunto. E il governo ha gia’ messo in atto una delle misure piu’ stringenti, la chiusura del traffico aereo da e per la Cina. Ed e’ il ministro Speranza ad assicurare che “faremo tutte le verifiche del caso: proveremo a tracciare il percorso di queste persone nel nostro Paese. Ci sono sono tutte le condizioni per definire la situazione sotto controllo”, prosegue Speranza, spiegando che i due soggetti sono “in isolamento da ieri”. Il direttore Scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito, spiega che “l’ Asr ha messo in atto il programma per identificare possibili contatti, le persone verranno tracciate, ma al momento non sembra che ci siano rischi di popolazione.

L’autorità sanitaria regionale sta tracciando tutti i contatti, i movimenti di queste persone, per puro principio di precauzione. Il ministero insieme alla regione faranno un bollettino sanitario”. In ogni caso, Conte sente di poter tranquillizzare la popolazione: “Ho avuto un briefing con il ministro e in questo momento siamo nella linea di massimo rigore in funzione preventiva. Da questo punto di vista siamo nella condizione di poter tranquillizzare tutti i cittadini, la situazione e’ sotto controllo assolutamente”, aggiunge Conte. “Sono in atto delle tracciature, dei percorsi per limitare al massimo il rischio. Siamo fiduciosi che la situazione rimarra’ confinata. Alcuni episodi di discriminazione sono dovuti ad ignoranza”.

LO SPALLANZANI: Un centro d’eccellenza italiana e non solo, all’avanguardia come lo scienziato da cui prende il nome, pioniere nel ‘ 700 della biologia sperimentale. L’ospedale “Lazzaro Spallanzani” di Roma torna al centro dell’ attenzione: e’ qui, tra le mura ottocentesche inerpicate sulla Portuense, che si concentra la lotta al coronavirus cinese: qui si fanno le analisi sui campioni, che danno il responso definitivo (“Lo conferma lo Spallanzani” e’ una delle frasi piu’ ripetute in questi giorni), qui si visitano i casi piu’ evidentemente sospetti, e sempre qui si tengono da stasera in isolamento i due turisti cinesi, primi casi in Italia del nuovo virus che spaventa il mondo.

Inaugurato nel 1936 come presidio destinato alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie infettive, con una dotazione di 296 posti letto in 15 differenti padiglioni e in un’ area di 134.000 metri quadrati, lo Spallanzani ha attraversato la storia del XX e XXI secolo dal punto di vista scomodo ma necessario della trincea anti infezioni. Dalla poliomielite negli anni ‘ 30 alla terribile epidemia di colera nel 1970, e poi la salmonellosi, l’ Epatite B, che esplode insieme al boom dell’ eroina, e fatalmente l’Aids, di cui dal 1980, tra i primi al mondo, l’ ospedale e’ uno dei maggiori centri per l’assistenza, la cura e la ricerca.

Nel 1991 inizia la costruzione di un nuovo complesso ospedaliero, progettato in conformita’ ai piu’ avanzati standard e con caratteristiche di isolamento delle patologie contagiose uniche nel Paese. Nel dicembre 1996, il Ministero della Sanita’ ha riconosciuto lo Spallanzani Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Successivamente (2001-2003) il Ministero ha identificato lo Spallanzani quale polo nazionale di riferimento per il bioterrorismo e polo nazionale di riferimento per la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

E poi l’avventura, finita bene, del medico italiano Fabrizio Pulvirenti, contagiato in Africa dal virus Ebola e salvato, dopo giorni di angoscia, sempre allo Spallanzani. Attualmente l’Istituto detiene l’ unico laboratorio italiano di livello di biosicurezza 4 e cinque laboratori di livello 3; una banca criogenica che puo’ ospitare fino a 20 contenitori di azoto liquido e 28 contenitori a -80 C, dotata di un laboratorio di livello 3 per la manipolazione e la preparazione dei campioni da congelare; e ancora dal 2007 il “Polo Ospedaliero Interaziendale Trapianti (POIT); un servizio di rianimazione, terapia intensiva e sub-intensiva; un centro di riferimento per le infezioni nei trapianti; una Banca biologica per il deposito di organi e tessuti destinati al trapianto.

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