La rassegna stampa della domenica mattina, 10 settembre 2023

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Una storia di violenza domestica ha portato a un drastico cambiamento nella vita

Picchia la compagna – Una storia di violenza domestica ha portato a un drastico cambiamento nella vita di una donna, che ha deciso di denunciare il suo compagno dopo anni di alcol, botte, insulti, e minacce. L’incubo di quella relazione è culminato quando le botte sono diventate una violenta aggressione, costringendo la donna a ricorrere all’ospedale con una prognosi di 40 giorni. È in quel momento che ha preso la coraggiosa decisione di denunciare il suo compagno, mettendo fine a questo ciclo di abusi. A riportare la notizia è il Messaggero Umbria di oggi in un articolo a firma di Egle Priolo.

Il gip di Perugia ha emesso un’ordinanza che impone all’uomo di 47 anni, indagato per maltrattamenti in famiglia, l’allontanamento dalla casa familiare come misura cautelare. L’uomo ha anche ricevuto l’obbligo di non avvicinarsi più alla sua ex-compagna. Questa misura cautelare è stata eseguita dagli agenti della polizia di Stato.

La vittima ha raccontato agli agenti che il suo ex-compagno, spesso ubriaco, aveva mostrato comportamenti violenti e aggressivi nei suoi confronti per un periodo prolungato, che includeva insulti e minacce. La gelosia sembrava essere il principale scatenante di questi maltrattamenti e violenze sempre più frequenti, alimentati da un senso malsano e malato di possesso.

Tuttavia, nell’ultimo episodio, l’uomo ha superato ogni limite, scatenando una furia incontrollabile. Una lite è sfociata in una violenta aggressione che ha portato la donna all’ospedale con una prognosi di 40 giorni. Oltre alle lesioni fisiche, la donna ha sperimentato un profondo stato di ansia e paura, ma ha finalmente trovato il coraggio di chiedere aiuto alla polizia.

Gli agenti della squadra mobile, considerando la gravità degli episodi riportati, hanno attivato immediatamente il codice rosso. Le indagini hanno portato alla contestazione dell’accusa di maltrattamenti in famiglia da parte della procura, che ha richiesto l’applicazione di una misura cautelare contro l’uomo.

Il gip, valutando i gravi indizi di colpevolezza e il quadro indiziario chiaro, ha disposto l’allontanamento immediato dalla casa familiare e ha vietato all’uomo di avvicinarsi alla ex-compagna, ai luoghi abitualmente frequentati da lei, alle aree di parcheggio limitrofe e ai luoghi di lavoro. Per garantire il rispetto di questa misura cautelare, il giudice ha stabilito che l’uomo debba essere controllato tramite un braccialetto elettronico. Questo per garantire la sicurezza della donna e impedire che l’uomo possa avvicinarla nuovamente, assicurando che ci siano conseguenze immediate in caso di violazione.

La storia di questa donna è un triste promemoria dei pericoli della violenza domestica e dell’importanza di denunciarla per porre fine a un ciclo di abusi.

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