La rassegna stampa del 15 novembre 2019 prime di copertina


La rassegna stampa del 15 novembre 2019 prime di copertina


 Carabinieri: gen. Mennitti, un calendario da vedere e da leggere

Per le illustrazioni, la scelta e’ caduta su un altro big, uno dei principali esponenti della Transavanguardia, famoso ed apprezzato in tutto il mondo come Palladino. “Il Maestro, non posso non chiamarlo cosi’ – continua il generale – ha realizzato una copertina secondo me straordinaria, dorata come la medaglia che celebra, e poi ha ‘ sceneggiato’ le 12 storie con il suo tratto inconfondibile. Un artista concettuale come lui ha dovuto in qualche misura ‘ piegarsi’ ad una logica piu’ espressiva, ha dovuto adattarsi alle trame ma lo ha fatto con l’ umilta’ dei grandi dimostrandosi capace di capire le esigenze di un pubblico vasto come quello del calendario.

E comunque anche nelle tavole piu’ ‘ descrittive’ , lo stile di Palladino e’ riconoscibilissimo cosi’ come nel paginone centrale, quello dedicato al Carosello celebrativo della carica di Pastrengo: un apoteosi di forme e di colori, un’ esplosione di gioia, un’ oasi di pace e di equilibrio ‘ dopo’ e ‘ prima’ delle emozioni delle storie.

Mi ritengo molto fortunato ad aver potuto lavorare con due professionisti di questo livello, che si sono dimostrati entrambi estremamente disponibili: dialogando con una istituzione come la nostra, potevano legittimamente temere di vedersi mettere dei paletti, di vedere il loro estro ‘ ingabbiato’ o comunque condizionato ma noi gli abbiamo lasciato grande liberta’ di espressione e loro ne hanno fatto buonissimo uso”. Tiratura di oltre un milione di copie, traduzione in nove lingue, questa edizione del calendario, al pari di tante altre che l’ hanno preceduta – la prima e’ del 1928, l’ unica interruzione quella degli anni dal ‘ 45 al ‘ 49 – si candida sin da adesso diventare oggetto di collezione.

“Abbiamo cominciato a lavorarci prestissimo, a gennaio – conclude Mennitti – dietro c’ e’ un lungo e paziente lavoro di squadra: devo ringraziare il comandante generale, che ha condiviso la nostra idea, e i tanti che in un modo o nell’ altro ci hanno dato una mano. Personalmente sono molto soddisfatto del risultato finale: ero partito dall’ idea comune che, in ogni caso, ‘ non e’ bello cio’ che e’ bello ma e’ bello cio’ che piace’ . Ma quando ne ho parlato a Palladino, lui mi ha guardato e m’ ha detto ‘ Genera’ , e’ bello cio’ che e’ bello. E basta”. Impossibile dargli torto dopo aver sfogliato il calendario”.

Un calendario “da vedere” ma anche “da leggere”. Dove le “emozioni tradotte in immagini” dal pennello di un artista come Mimmo Palladino si sommano alle “emozioni raccontate” dalla penna di una scrittrice come Margaret Mazzantini, regalando loro ancora piu’ forza. Nel giorno del vernissage del calendario storico 2020 dei Carabinieri, il generale Massimo Mennitti, capo Reparto relazioni esterne e comunicazione del Comando generale dell’ Arma racconta all’ Agenzia giornalistica italia i come e i perché’ di quella che non esita a definire “una svolta”.

“Come sempre – premette – siamo partiti dalla scelta del tema conduttore, che quest’ anno e’ il centenario della prima medaglia d’ oro alla bandiera dell’ Arma per i fatti eroici della prima guerra mondiale. E a questo tema e’ dedicata la copertina. La ‘ sorpresa’ arriva all’ interno”.

Gia’ , perche’ come sanno bene i tanti che – negli anni – lo hanno appeso nelle loro case e nei loro uffici, la parte scritta del calendario era destinata di solito alla storia, quella con la ‘ s’ maiuscola, alla storia dell’ Arma e all’ illustrazione di che cosa fanno i vari reparti: “Stavolta no – spiega Mennitti – stavolta abbiamo voluto dare spazio ai tanti episodi di ordinario eroismo che vedono protagonisti tutti i giorni i nostri uomini e le nostre donne in divisa.

Dopo aver passato al setaccio le migliaia di segnalazioni che arrivano alle centrali operative, ne abbiamo scelte 12, le abbiamo alleggerite dei tecnicismi e del burocratese dei rapporti e le abbiamo affidate a Margaret Mazzantini perche’ le ‘ riscrivesse’ . Lei lo ha fatto, in prima persona, immaginando di essere uno dei carabinieri protagonisti della vicenda: e il risultato, a livello letterario ed emozionale, e’ davvero unico”. Un aspirante suicida salvato in extremis, una giovanissima prostituta strappata alla strada, un bambino straniero aiutato a comprare quaderni e colori: “storie vere, rigorosamente a lieto fine ma ricche di pathos, di brividi e di fragilita’ , storie di persone che hanno bisogno di assistenza, di aiuto, di attenzione trasformate in veri e propri mini racconti”.

Il problema dell’Università per stranieri di Perugia

Un disavanzo-choc di tre milioni di euro nel bilancio dell’Ateneo di Palazzo Gallenga. «Noi abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere per far emergere una gestione amministrativa confusa. Ma adesso ci fermiamo qui, la vicenda passa al vaglio delle autorità competenti che avranno il compito di andare avanti, dire quello che è successo e individuare le responsabilità. E’ una vicenda molto complessa con vari livelli di indagine tra Procura della Repubblica e Corte dei Conti». Con queste parole la rettrice dell’Università per Stranieri, la professoressa Giuliana Grego Bolli, è intervenuta situazione che certifica un disavanzo di tre milioni di euro nel bilancio dell’Ateneo di Palazzo Gallenga.

Il Blitz all’Università per Stranieri è stato condotto i militari della guardia di finanza, diretti dal colonnello Danilo Massimo Cardone, su delega del sostituto procuratore Paolo Abbritti. Qualche settimana fa, le fiamme gialle hanno acquisito documenti e sentito testimoni.

Al termine dell’attività di acquisizione dei documenti, i finanzieri hanno redatto un’informativa che è stata inviata in Procura.

C’è la denuncia presentata da un dipendente dell’ateneo perché qualcuno ha falsificato due sue firme in calce ad altrettanti contratti con le agenzie cinesi. Un’altra ancora per truffa da parte dell’università e c’è una segnalazione da parte del collegio dei revisori dei conti alla magistratura contabile e alla Procura della Repubblica di Perugia e un altro esposto dell’Ateneo. Palazzo Gallenga è parte lesa nella vicenda.

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