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Coronavirus, la situazione in Italia al 25 aprile, l’analisi dell’esperto

da Salvatore Sonni (esperto statistico)
Continua a migliorare la situazione generale, anche se persistono la costanza dei decessi, pur se in leggero calo (ieri ancora 415).  Si riducono i ricoverati in terapia intensiva, i ricoverati in ospedale ed anche quelli in isolamento domiciliare. Praticamente si riducono, giorno dopo giorno le persone sotto cura (ieri -680 unità).;

Ciò significa che i nuovi contagiati – anche se ancora consistenti (ieri +2.357, soprattutto da Piemonte e Lombardia), sono inferiori ai guariti (ieri 2.622) sommati ai detenuti.

Si conferma comunque una crescita attorno all’1%, soprattutto nelle regioni del nord, Piemonte in primis, come detto poc’anzi, mentre si riduce la pressione nelle province inizialmente più critiche, come Bergamo, Brescia, Lodi, etc…

Tiene ancora molto bene il sud nel suo complesso ed anche il centro, con Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania e Lazio, in continuo miglioramento su tutti gli indicatori, compreso le guarigioni. Ciò conferma la validità delle restrizioni alla circolazione e l’efficacia delle    operazioni di circoscrizione messe in atto attorno ai nuovi casi che emergono.

Prosegue quindi – come accennato sopra – l’alleggerimento delle posizioni ospedaliere, con la liberazione di posti in terapia intensiva (ieri -71 unità), dei ricoverati ospedalieri (ieri -535 unità) e si riducono anche i curati al domicilio ((ieri 74 unità)

Gli attuali positivi al momento rappresentano il 54,2% di tutti i contagiati. Il restante 45,8% è costituito dai guariti (32,3%) e dai deceduti (13,4%).

DECESSI: Ieri ancora 415 unità, per 26.384, pari al 13,5% dei contagiati ufficialmente accertati. Si rilevano forti differenze fra le varie regioni, che sarebbero da approfondire. Si va da un minimo del 4,6% dell’Umbria al pesante 18,4% della LOMBARDIA e una media nazionale del 13,5%. Bene anche il Lazio (6,2%), Veneto (7,4%) anche Calabria e Sicilia non male, attorno al 7% di deceduti.

GUARITI: Oggi un buon numero di guariti, di 2.622 unità, che portano il totale dei guariti stessi a 63.120, pari al 32,3% dei contagiati.  Questo dato risulta più basso di quelli che si stanno riscontrando in altri Paesi europei. Anche nell’ambito della stessa Italia ci sono differenze sensibili fra le varie regioni, con le migliori percentuali di guariti figurano l’Umbria 73,6%, Val D’Aosta 59,7%, Friuli Venezia Giulia 53,6%, Trentino Alto Adige 45.5%. Male la Lombardia, ancora al 33,7% di guariti (ciò in parte è dovuto al continuo   afflusso di nuovi contagiati ma anche  all’alta percentuale di deceduti. Si ricorda che per quanto riguarda le percentuali delle guarigioni risultano provvisoriamente svantaggiate quelle a più recente diffusione del virus (come Piemonte e tutto il centro-sud), a causa dei lunghi tempi di degenza richiesti.

RAPPORTO GUARITI/DECEDUTI: Il rapporto medio nazionale è di 2,39:1, con sensibili differenze fra le varie regioni. Il Friuli ha un rapporto di 5,92 l’Umbria con il miglior dato nazionale, è al 15,97 (numero guariti per ogni deceduto). Il Veneto è a 5,2, Aosta al 5,05, il Trentino a 4,32 e il Lazio a 3,301. La Lombardia è a 1,83 che è uno dei peggiori del Paese. Si ricorda che man mano che passa il tempo questo indice è destinato a migliorare data la lunghezza dei tempi di degenza degli ammalati, come detto più sopra.

TAMPONI: in continuo aumento il numero dei tamponi eseguiti.

L’indice (ricavato per estrapolazione) del numero dei giorni ipotetici necessari per un raddoppio dei contagi, è salito al massimo di 81,9 giorni, a conferma del rallentamento della crescita dei contagi; si pensi che ai primi di marzo era di soli 3 giorni.

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