Italia: aumenta il divario di “qualità della vita” tra clandestini e immigrati in regola


Italia: aumenta il divario di “qualità della vita” tra clandestini e immigrati in regola

Il divario tra immigranti illegali e in regola è sempre piu ampio in Italia.
Solo di recente, infatti, il paese ha conosciuto un’immigrazione di massa.

Secondo Medici Senza Frontiere, 10.000 migranti vivono in quelli che chiamano “insediamenti informali” o, in altre parole, campi d’accoglienza improvvisati.

Con l’aiuto di Andrea Costa dell’ONG “Baobab” abbiamo viaggiato per Roma.

Le cose sono cambiate

Ma le cose sono cambiate da quando, lo scorso novembre, è entrato in vigore il primo decreto anti-immigrazione del ministro degli Interni Matteo Salvini.
La maggior parte di questi posti sono stati spazzati via.
Un tempo vivevano qui 400 persone, oggi è completamente vuoto.

Come spiega Andrea Costa, questa è la zona in cui vivevano centinaia di migranti.
L’area è stata ora recintata con un cancello. Un’intera comunità ha vissuto qui per due anni.
A Roma si può fare persino un identikit delle persone che vivono nell’ombra.

“Le persone che vivono per le strade di Roma sono varie. Abbiamo i tradizionali senzatetto, gli homeless. Ci sono ancora i migranti in transito e abbiamo anche un’alta percentuale di richiedenti asilo in attesa della conferma del loro status. Inoltre è in crescita un gran numero di cosiddetti migranti “dublinati”.

Andrea Costa
ONG “Baobab”
Andrea Costa, ONG “Baobab”.

Dublinati” è un’espressione che si riferisce a quei migranti che prima hanno presentato domanda di asilo in Italia e poi si sono recati in altri paesi europei ma che, secondo la Convenzione di Dublino, devono tornare nel paese dove hanno presentato la prima domanda; in questo caso, l’Italia.

“Amara vita” romana

Molti migranti vivono in clandestinità – per paura di essere portati via dalla polizia – e si riuniscono principalmente intorno alla stazione Tiburtina, l’hub principale degli autobus.
E aArrivano a Roma anche da altre città.

L’importanza dell’istruzione

La corrispondente di Euronews Giorgia Orlandi.

“In altri casi l’istruzione è fondamentale. Qui in Sardegna”, spiega la corrispondente di Euronews, Giorgia Orlandi, “l’Università di Sassari è la prima in Italia ad aver sperimentato il passaporto europeo delle qualifiche dei rifugiati, un modo per riconoscere i documenti scolastici dei rifugiati per consentire loro di continuare gli studi in Italia”.

La storia a lieto fine di Bakary

Bakary si è recentemente laureato in Urbanistica. È il primo in Italia ad essersi laureato con questa modalità.

Ha terminato gli studi grazie ad una borsa di studio del Ministero degli Interni italiano per i rifugiati con protezione internazionale. Ma, come spiega, la sua storia è un’eccezione.

“Per me l’integrazione non ha a che fare solo con le istituzioni. La vera integrazione passa attraverso le persone. Una rete di persone che ti ascoltano e che vogliono sapere quali sono i tuoi bisogni e cosa vuoi fare nella vita.

Bakary Coulibaly
Laureato in Urbanistica
Bakary Coulibaly, durante l’intervista.

Clandestini in aumento

Il cammino verso la piena integrazione sembra comunque essere difficile.

Il crescente numero di immigrati clandestini è un ostacolo: si stima che entro il 2020 il totale degli immigrati irregolari che vivono in Italia – che potrebbero aumentare di oltre il doppio rispetto a quanto previsto dall’ultima riforma di Salvini – potrebbero superare le 670.000 unità.

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