Italia, al via il reddito di cittadinanza primo passo per sconfiggere la povertà


Italia, al via il reddito di cittadinanza primo passo per sconfiggere la povertà

Per alcuni è il primo passo per sconfiggere la povertà, una rivoluzione nel welfare italiano. Per altri è una misura debole che non farà uscire il paese dalla crisi. Il reddito di cittadinanza divide gli esperti ma fa sperare i cittadini.”Sono disoccupato dal 2011, ho ricevuto aiuti dallo Stato, come la mobilità, ma non basta a pagare le fatture, acqua, luce, gas, telefono…”, dice un uomo. “Io sono arrivata in Italia da tanto, dall’81. Mio marito è disoccupato, io vivo solo con la pensione, per questo mi serve il reddito di cittadinanza”, aggiunge una donna originaria delle FIlippine.

I requisiti richiesti per poter ricevere l’emolumento sono: far parte di un nucleo familiare con un reddito sotto i 9360 euro, non possedere seconde case dal valore di oltre 30mila euro, e risparmi superiori ai 6 o ai 10mila euro, a seconda delle caratteristiche del nucleo familiare. Chi lo riceve si impegna a seguire corsi di formazione professionale, a svolgere attività di pubblica utilità e ad accettare uno dei tre lavori che gli verranno proposti.

Nel frattempo, con le elezioni europee alle porte, il reddito di cittadinanza verrà presentato come una realizzazione politica ed economica di primaria grandezza. “Il reddito di cittadinanza è una delle promesse elettorali del Movimento Cinque Stelle. Il suo leader Luigi Di Maio sostiene che così si spingeranno i disoccupati a cercare un lavoro, e si darà un impulso all’economia, rafforzando i consumi”, spiega Claudio Lavanga, di Euronews Nbc.

Il provvedimento è criticato dall’opposizione e da alcuni accademici, come l’ex ministro del governo Monti, Michael Martone: “Il rischio è che il reddito di cittadinanza sia un assegno che viene dato poco prima delle elezioni senza che poi ci siano tutte le strutture burocratiche necessarie per controllare che i furbetti non si prendano il reddito di cittadinanza, e dall’altro lato promuovere l’occupazione per tutti quei giovani che hanno diritto ad avere un lavoro e a strutture che li aiutino a trovarlo. Purtroppo questo manca”.

Il reddito di cittadinanza prevede anche l’assunzione di 6000 tutor, che in cambio di uno stipendio da 30.000 euro all’anno avranno il compito di aiutare i percettori del reddito di cittadinanza a ritornare nel mercato del lavoro.

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