Israele e Hamas firmano la tregua, il mondo esulta, rassegna stampa del 10 ottobre 2025

Accordo mediato da Trump, ostaggi liberi entro martedì

Israele e Hamas hanno firmato un accordo di tregua che pone fine a mesi di conflitto nella Striscia di Gaza. La notizia domina le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali e internazionali, che celebrano un momento storico di distensione in Medio Oriente. Il cessate il fuoco, raggiunto con la mediazione decisiva degli Stati Uniti e del presidente Donald Trump, prevede la liberazione graduale degli ostaggi israeliani e il ritiro parziale delle forze dell’IDF da metà del territorio della Striscia.

Secondo Il Messaggero, la liberazione dei prigionieri è prevista tra domenica e martedì, mentre il presidente americano si recherà in Israele per siglare di persona la pace. Il quotidiano parla di “fine di un incubo” e di “gioia nelle piazze di Tel Aviv e Gaza”.

Il Corriere dell’Umbria apre sull’“accordo storico fra Israele e Hamas”, sottolineando il valore simbolico del cessate il fuoco e l’attesa per il rilascio dei civili. Menziona inoltre l’imminente arrivo di Trump e la partecipazione dell’Italia al piano di ricostruzione dell’area.

Sul fronte internazionale, La Stampa titola “Il mondo crede alla pace”, ma avverte che “la transizione è piena di rischi”. Il quotidiano torinese evidenzia come l’esercito israeliano manterrà il controllo di oltre metà dei territori occupati, un segnale di prudenza più che di piena fiducia.

Più trionfalista il tono de Il Giornale, che celebra la “svolta decisiva” voluta da Trump e parla di “pace costruita dal presidente USA”. L’articolo mette in rilievo l’unità dei cittadini in festa e la soddisfazione per la fine delle ostilità.

Di segno opposto Il Manifesto, che avverte: “Tregua di gioia e di rabbia”. Il quotidiano di sinistra ricorda i 68 mila morti e scrive che la pace “resta una speranza lontana”. Pur riconoscendo il ruolo diplomatico di Washington, invita a non dimenticare la devastazione della guerra e le difficoltà della popolazione palestinese.

Avvenire parla invece di “gioia della pace” e descrive le immagini dei bambini palestinesi in festa nei campi profughi. L’analisi di Riccardo Redaelli definisce l’accordo “un primo passo da far vivere”, sottolineando la necessità di un impegno comune di Europa e Stati Uniti per la stabilità dell’area.

Sul versante economico e politico, Il Sole 24 Ore inserisce la tregua in un quadro più ampio, con la promessa di investimenti per la ricostruzione e una possibile occasione di cooperazione internazionale. Il giornale osserva che l’intesa “è solo un punto di partenza” verso una pace duratura.

Più ironico Il Tempo, che titola “Attaccatevi al Trump”, riconoscendo al presidente americano il merito di aver imposto la pace “a stelle e strisce”. Il quotidiano romano sottolinea come in Italia, mentre il mondo festeggia, non manchino polemiche politiche e proteste di piazza.

Infine, Il Riformista parla di “trionfo di Bibi”, attribuendo al premier israeliano Netanyahu il merito di aver accettato una tregua “capace di risvegliare l’Occidente”.

In sintesi, da L’Unità a Libero, da Il Domani a Il Fatto Quotidiano, il tema è uno solo: la pace. Il Medio Oriente riapre il capitolo della speranza, mentre l’eco della guerra lascia spazio, almeno per ora, alla fragile ma concreta prospettiva di un futuro condiviso.

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