Indagine su ex giudice di Perugia, perquisizioni a tre avvocati

[su_panel background=”#fee4e8″ color=”#000000″ border=”2px groove #f21111″ padding=”10″ shadow=”9px 5px 5px #eeeeee” radius=”5″ url=”https://vimeo.com/1032046699″]
[/su_panel]

Indagine su ex giudice di Perugia, perquisizioni a tre avvocati

Nuovi sviluppi nell’indagine che coinvolge l’ex giudice di Sorveglianza di Perugia, sospeso dalle sue funzioni e noto alle cronache come il “giudice poeta” per la sua passione per i versi. La procura di Firenze, competente a indagare sui magistrati umbri, ha eseguito ieri perquisizioni negli studi di tre avvocati di Perugia, sospettati di essere coinvolti in un caso di corruzione per l’esercizio della funzione insieme all’ex magistrato. Lo scrivono oggi i quotidiani della carta stampata dell’Umbria.

I magistrati fiorentini, accompagnati dalla guardia di finanza e da un rappresentante dell’ordine degli avvocati, hanno acquisito documenti e supporti informatici negli studi legali. L’inchiesta si concentra su presunti favoritismi emersi dall’attività del giudice Anastasio, con particolare riferimento a decisioni che avrebbero beneficiato detenuti assistiti da un ristretto numero di legali.

L’indagine parte da un arretrato considerevole nell’ufficio della Sorveglianza e da alcuni episodi segnalati in cui la mancata emissione di provvedimenti avrebbe portato alla scarcerazione di detenuti. Tra le poche sentenze emesse, un numero ritenuto significativo coinvolgerebbe clienti di tre specifici avvocati.

In un’intervista rilasciata lo scorso anno al Corriere dell’Umbria, il giudice Anastasio aveva respinto le accuse di favoritismo, attribuendo i risultati a una maggiore intraprendenza da parte di alcuni legali. “Alcuni avvocati sono stati più presenti e hanno saputo relazionarsi meglio con me. Questo fa parte della bravura dell’avvocato, non di favoritismi,” aveva dichiarato. Tuttavia, l’inchiesta prosegue con ulteriori interrogatori di detenuti, alcuni dei quali avrebbero raccontato di aver cambiato avvocato per ottenere risposte favorevoli dal magistrato.

Gli avvocati perquisiti, assistiti dai colleghi Franco Libori, Ilario Taddei e Gianfranco Virzo, si dichiarano estranei ai fatti e negano qualsiasi rapporto preferenziale con Anastasio. La procura di Firenze continua a raccogliere elementi per verificare le accuse di corruzione e stabilire se vi sia stata una violazione del dovere d’imparzialità da parte del giudice e dei legali coinvolti.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*