Inclusione rivoluziona la scuola: il vertice di Foligno

Un grande evento nazionale per sostenere ogni disabilità

Dal 20 al 22 febbraio 2026, la città di Foligno ospiterà l’atteso vertice nazionale “Inclusione al centro”, una manifestazione che ambisce a ridisegnare i confini della scuola italiana. Una piattaforma operativa dove esperti di fama mondiale, rappresentanti delle istituzioni e professionisti della scuola si incontreranno per tradurre le riflessioni teoriche in metodologie concrete, come riferisce il comunicato stampa di Maria Mazzoli. L’obiettivo è colmare quelle distanze che spesso rendono difficoltoso il percorso educativo degli studenti con fragilità, proponendo soluzioni che partano dall’analisi dei bisogni reali della classe.

L’iniziativa, presentata nel suggestivo scenario del Palazzo Donini a Perugia, nasce dalla volontà dell’associazione “Penso Positivo by Tommaso”. La forza del progetto risiede nella straordinaria rete di collaborazioni che è riuscita a tessere: dagli atenei di Perugia e Pisa fino al sostegno di enti nazionali come ANMIC e il Gruppo Editoriale ELI. Questa alleanza tra mondo universitario e terzo settore ha permesso di costruire un programma scientifico che gode del patrocinio della Regione Umbria e di Rai Umbria. L’idea di fondo è superare la frammentazione dei servizi, creando un dialogo fluido tra il sistema sanitario, le famiglie e il corpo docente, spesso lasciato solo a gestire dinamiche relazionali e didattiche di estrema complessità.

Il comitato scientifico, guidato da figure autorevoli come Annalisa Morganti, Moira Sannipoli e Raffaele Ciambrone, ha selezionato relatori capaci di offrire una visione a 360 gradi sulla disabilità. Tra i contributi più attesi figurano quelli di Luigi d’Alonzo e Lucio Cottini della pedagogia speciale, insieme a Emanuele Frontoni, che illustrerà come l’intelligenza artificiale possa diventare un alleato prezioso per l’autonomia degli alunni. Il vertice non si limiterà ai confini nazionali, ospitando voci europee provenienti da Spagna e Portogallo, a testimonianza di quanto la sfida educativa sia oggi globale. Una parte dei proventi generati dall’evento sarà simbolicamente e fattivamente reinvestita nella ricerca, a sostegno dei dipartimenti scientifici che lavorano quotidianamente per migliorare la qualità della vita degli studenti.

L’appuntamento umbro punta tutto sulla dimensione laboratoriale. Il Centro di Selezione e Reclutamento dell’Esercito e il Centro Studi Città di Foligno si trasformeranno in officine del sapere. In queste aule, i docenti potranno sperimentare tecniche di progettazione universale e apprendimento cooperativo attraverso l’arte, la musica e la grafica. Tra i momenti più intensi si segnala l’intervento di Stefano Rossi, esperto nella gestione delle cosiddette “classi tempesta”, dedicato al supporto di quegli studenti che manifestano comportamenti ribelli o oppositivi. È un approccio che mira a fornire agli insegnanti una “cassetta degli attrezzi” pratica, pronta per essere utilizzata al rientro nelle proprie sedi scolastiche, per trasformare ogni lezione in un’esperienza accessibile a tutti.

Inoltre, l’Auditorium San Domenico sarà lo scenario del concerto della Blind Inclusive Orchestra, un evento gratuito che promette di emozionare e dimostrare visivamente come il talento non conosca barriere fisiche o sensoriali. La città di Foligno diventerà così un palcoscenico a cielo aperto dove i partecipanti potranno anche godere di visite guidate organizzate dalle guide turistiche locali. Questo intreccio tra rigore scientifico e momenti di bellezza sottolinea il concetto di “nuovo umanesimo” voluto dagli organizzatori: una visione che mette l’individuo al centro, celebrandone l‘unicità e la forza interiore, proprio come ha insegnato l’esperienza del giovane Tommaso, ispiratore dell’intero progetto.

L’ambizione di “Inclusione al centro” è quella di non rimanere un caso isolato. Attraverso l’Accordo di Rete che coinvolge già diciassette istituti umbri, si sta gettando il seme per un cambiamento strutturale che possa essere esportato in altre regioni d’Italia. Il vertice vuole dimostrare che, nonostante le carenze di organico o le criticità legate al reclutamento dei docenti di sostegno, la cooperazione territoriale può fare la differenza. Costruire una comunità educante solida significa proteggere il diritto allo studio e garantire che ogni bambino, indipendentemente dalle proprie sfide personali, possa sentirsi parte integrante di un progetto collettivo. Foligno, con questo evento, lancia un messaggio di speranza e di pragmatismo, invitando l’intero sistema Paese a investire seriamente sul futuro della scuola inclusiva.

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