Inchiesta in sanità, Barberini risponde al gip Bocci e Valorosi no



Inchiesta in sanità, Barberini risponde al gip Bocci e Valorosi no

Oggi gli interrogatori di garanzia dei personaggi di spicco della vita istituzionale e politica dell’Umbria. Gianpiero Bocci, Maurizio Valorosi e Luca Barberini nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità. Gianpiero Bocci e Maurizio Valorosi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre Luca Barberini avrebbe fornito una deposizione piuttosto dettagliata. E per l’ex assessore alla salute è stata chiesta, dal suo avvocato David Brunelli, la «revoca degli arresti domiciliari o, in subordine, la sostituzione con una misura meno afflittiva di quella in cui si trova in questo momento – ha detto l’avvocato – del tutto ingiustificata».

Per Gianpiero Bocci e Maurizio Valorosi servirà approfondire il quadro probatorio.

L’ex assessore alla sanità, Luca Barberini, si è difeso sottolineando di «non avere mai raccomandato alcun candidato o influito in alcun modo sui concorsi dell’ospedale di Perugia. Ha risposto a tutte le domande del giudice e del pm – ha detto l’avvocato Brunelli – e ha spiegato diffusamente come sia estraneo a tutti i fatti che gli sono contestati. In particolare ha dato una spiegazione molto convincente dell’unica telefonata intercettata che lo ha riguardato direttamente ed in particolare la graduatoria per infermieri, nulla a che vedere con la vicenda di cui ci stiamo occupati. Sul contenuto Barberini è particolarmente tranquillo». Barberini ha poi chiarito spiegando che «non ha mai avuto nessuna indicazione dalla ex presidente Marini, non ha mai influito in nessuna nomina che riguardi, primari o altre categorie in ospedale. Io sono molto soddisfatto delle risposte che ha dato, molto convincenti».

«Il dottor Luca Barberini, in ragione della ritrovata serenità dovuta alla cessazione della misura, avrà tempo e modo per dimostrare la sua piena estraneità ai fatti, peraltro già implicitamente ridimensionati nello stesso provvedimento di revoca». Commentano così la revoca degli arresti domiciliari per l’ex assessore alla Sanità della Regione
Umbria i suoi legali David Brunelli a Chiara Peparello.

«Barberini – aggiungono – ha rivendicato l’assoluta correttezza del suo operato come assessore alla Sanità, pari solo alla totale passione e dedizione con cui ha svolto le sue funzioni. E’  fermamente convinto – concludono i legali – di non avere mai tradito in nessuna occasione la fiducia che i cittadini umbri hanno riposto in lui».

«Per Bocci e Valorosi dobbiamo approfondire il quadro probatorio, stabilire con precisione quali siano gli elementi a carico e su quali dobbiamo ragionare. Mentre per Barberini avevamo già un quadro sufficiente per rispondere».

Bocci e Valorosi nei prossimi giorni sosterranno un interrogatorio in Procura e dove entrambi spiegheranno dettagliatamente la loro posizione e tutte le contestazioni.

«Questa mattina  – ha concluso l’avvocato – abbiamo fatto istanza di riesame, verso la fine del mese, porremo al tribunale della libertà il tema delle esigenze cautelari».

Ieri è stata la volta dell’ex direttore generale dell’azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia, Emilio Duca. Anche lui si era avvalso della facoltà di non rispondere. Duca si era presentato di prima mattina, presso il tribunale penale di via XIV settembre, insieme al suo avvocato, Francesco Falcinelli.

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