Inaugurazione della mostra Donativi dell’Accademia di Belle arti

L’idea segue la mostra dedicata ad Aroldo Bellini

 
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Inaugurazione della mostra Donativi dell’Accademia di Belle arti

PERUGIA – Ventiquattro opere inedite di ventiquattro artisti, donate all’Accademia “Vannucci”. Dipinti, sculture e progetti, dal 1995 al 2017, realizzati da chi l’ha frequentata e ora protagonisti con “Donativi/1”, la mostra curata da Andrea Baffoni, che è stata inaugurata all’Accademia di Belle Arti di Perugia. Una rassegna lanciata per dare risalto ad una minima parte del patrimonio dell’antica Istituzione presente nei depositi, legato alle donazioni che si sono susseguite nel tempo.

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“I donativi sono il percorso di una storia che si intreccia con l’Accademia, con l’arte, con le tradizioni della nostra regione. Ci sono artisti delle due province, oltre che stranieri, radicati nella nostra Quindi la mostra non rappresenta solo una importante raccolta. L’Accademia è l’Accademia dell’Umbria, l’unica storica e pubblica, per cui questo patrimonio è un patrimonio artistico spirituale della nostra terra”. “Donativi” è la prima di una serie di mostre – ha poi spiegato Giovanni Manuali, conservatore dei beni dell’Accademia – organizzate durante la pausa estiva dalle lezioni, per far conoscere le opere donate dagli artisti che si sono formati all’Accademia o da Accademici di Merito, che avendo ricevuto il prestigioso riconoscimento hanno lasciato uno o più elaborati.

L’idea segue la mostra dedicata ad Aroldo Bellini, organizzata nel 2016 grazie alla cospicua donazione di opere fatta a più riprese dai familiari a partire dal 2000. Data la vastità di lavori presenti nei depositi, si è pensato di dare vita a questa esposizione che ha inteso dare la precedenza alle opere meno note, la maggior parte delle quali mai pubblicate né esposte. Una iniziativa per valorizzare il patrimonio dell’Accademia. Occasione utile anche per ampliare l’offerta del Museo-Gipsoteca, dato che la mostra è stata allestita proprio davanti all’ingresso, nell’aula 15”. Una iniziativa che guarda al futuro valorizzando il passato anche attraverso una densa attività di ricerca scientifica, caratteristica questa che segna il passo tenuto dall’Accademia negli ultimi anni, e per cui l’assessore Fioroni ha espresso i complimenti: “L’Accademia ha raggiunto risultati eccellenti, tanti importanti obiettivi, tra cui la statizzazione in vista, che spero non faccia sopire questo fermento”.

Poi la parola è passata al curatore, per i dettagli sulla selezione delle opere. “La rassegna mette in mostra opere donate a partire dal 1995 – ha evidenziato Baffoni -, anno in cui veniva pubblicato il volume a cura di Caterina Zappia sul Museo dell’Accademia, dove venivano pubblicati anche un certo numero di lavori donati fino ad allora, ma escludendo a tal fine proprio le opere e gli artisti già in esso presenti. Da quel 1995, infatti, molte altre sono state acquisite, circa 150 fra dipinti, disegni, progetti, sculture e opere grafiche come acqueforti, incisioni, litografie e serigrafie”. Punto di partenza sono le donazioni di Beverly Pepper e Carla Schucani, entrambe del 2017, che l’Accademia intende celebrare quindi con una mostra ampia e organica “che presenta opere in gran parte di grandi dimensioni, concentrandosi esclusivamente su dipinti, sculture e progetti, e programmaticamente escludendo le opere seriali, rappresentando un consistente insieme di lavori auspicabilmente da esporre in una seconda edizione dell’evento”, ha sottolineato Baffoni, aggiungendo che “una parte dei lavori in mostra riguarda opere esposte in permanenza, come Specchio Solare di Bizhan Bassiri collocata all’ingresso dell’Istituto, o Riflessi di Giuliano Giuman nell’area del chiostro e infine Portrait, di Gianni Moretti nella zona delle scale.

A queste opere si sommano le altre ancora oggi conservate nei depositi o in alcuni casi collocate negli uffici, quindi non visibili a tutti. Una sezione speciale della mostra è riservata all’esperienza del 1995 dal titolo Città e Arte, curata da Edgardo Abbozzo e Paolo Lattaioli e organizzata proprio dall’Accademia in collaborazione con l’Istituto d’Arte, che lasciò in città significative opere soprattutto nell’area di Piazza del Bacio. Fra questi i lavori di Bruno Ceccobelli, Getulio Alviani e Agapito Miniucchi, di cui restano in Accademia opere e bozzetti, compresa la preziosa maquette di Sol LeWitt – ha concluso il curatore -, un’opera mai realizzata su scala monumentale, come allora previsto dagli organizzatori, ma conservata in Accademia a preziosa testimonianza dell’evento”.

Orari di apertura: La mostra “Donativi”, ad ingresso gratuito, rappresenta un ampliamento dell’offerta culturale del Museo dell’Accademia, e grazie a Sistema Museo sarà visitabile tutti i venerdì, sabato e domenica, dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18, fino al 17 settembre.

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