In Umbria nasce la rete salute per i migranti

Ambulatori, équipe e governance per fragilità emergenti

Avviato ufficialmente il progetto Safe – Salute e accoglienza per le fragilità emergenti, un piano triennale di intervento integrato a favore dei richiedenti e titolari di protezione internazionale (Rtpi) e dei minori stranieri non accompagnati (Msna) ospitati nelle strutture di accoglienza umbre. Il programma, cofinanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2021-2027 (Fami), è coordinato dall’Usl Umbria 1 in qualità di capofila, con il supporto dell’Usl Umbria 2, Anci Umbria, Cidis Impresa Sociale ETS e Famiglia Nuova Società Cooperativa Sociale.

Il progetto punta a costruire un modello condiviso e sistemico di gestione dei bisogni sanitari e psicosociali delle persone migranti in condizioni di vulnerabilità, creando un ponte stabile tra i servizi sanitari e quelli sociali. A livello operativo, Safe promuove ambulatori dedicati, équipe mobili multiprofessionali, formazione del personale sanitario e sociale, alfabetizzazione sanitaria per i beneficiari e l’introduzione di protocolli assistenziali uniformi.

L’iniziativa è stata illustrata nella sede istituzionale della Sala Fiume di Palazzo Donini a Perugia, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni regionali, degli enti locali e delle realtà del Terzo Settore coinvolte. Alla conferenza hanno preso parte, tra gli altri, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il direttore generale di Usl Umbria 1 Emanuele Ciotti, il presidente di Anci Umbria Federico Gori, la responsabile sanità pubblica dell’Usl Umbria 2 Simona Carosati, la referente di Cidis Laura Panella, e il coordinatore di Famiglia Nuova Enrico Battini. I lavori sono stati guidati dal project manager Palmiro Riganelli, responsabile della formazione e ricerca dell’Usl Umbria 1.

Safe si sviluppa in cinque direttrici d’azione, tutte orientate a garantire un’assistenza sanitaria efficace, accessibile e interculturale. Tra le prime azioni vi è la creazione dei CICT – Comitati integrati di coordinamento territoriali, incaricati di uniformare l’erogazione delle cure nei territori umbri e facilitare la presa in carico integrata dei soggetti vulnerabili.

Sul fronte delle prestazioni sanitarie, entrambe le aziende sanitarie umbre si stanno dotando di ambulatori per migranti. Usl Umbria 1 ha già attivo un presidio presso il Distretto del Perugino, che solo nel 2024 ha seguito oltre 100 pazienti. Usl Umbria 2, seguendo quel modello, ha avviato due nuovi ambulatori nelle aree del folignate e del ternano. L’obiettivo è quello di garantire servizi sanitari di prossimità, accessibili ai migranti, indipendentemente dalla loro condizione giuridica o sociale.

Per sostenere l’accesso ai servizi, il progetto prevede la creazione di un’Équipe Mobile Multiprofessionale (Emm), con funzioni di intervento preventivo, presa in carico diretta e reinserimento sociale, attiva in stretta collaborazione con i presidi sanitari territoriali. Il personale sarà supportato da figure di mediazione linguistica e culturale, da consulenti antropologici ed etnoclinici, chiamati a facilitare la comprensione reciproca tra utenti e operatori e a tutelare le specificità culturali nei percorsi di cura.

La rete è completata da interventi di formazione trasversale per gli operatori pubblici e privati coinvolti nella gestione socio-sanitaria dei migranti. L’attività formativa mira a potenziare le competenze interculturali e sanitarie, adottando approcci di cooperative learning, con l’obiettivo di rafforzare la capacità operativa dell’intero sistema.

Un’altra azione cardine è la health literacy, un percorso di alfabetizzazione sanitaria che consente ai migranti, inclusi i minori non accompagnati, di comprendere, accedere e usufruire correttamente dei servizi di salute pubblica, aumentando la loro autonomia e partecipazione attiva. In parallelo, sono previsti laboratori educativi e momenti di orientamento ai servizi sanitari, curati in particolare da Cidis, con un focus specifico anche su tematiche complesse come le mutilazioni genitali femminili, oggetto di un tavolo permanente di riflessione regionale.

Famiglia Nuova contribuirà con un approccio educativo alla salute, grazie a un’équipe che entrerà in contatto diretto con i beneficiari nei luoghi di accoglienza, fornendo assistenza indipendentemente dalla tipologia di fragilità rilevata. L’intervento mira a rafforzare il diritto alla salute come percorso di responsabilizzazione e inclusione.

In Umbria, il contesto attuale rende necessario l’intervento: al 15 luglio 2025, secondo i dati ufficiali, sono 2.386 i migranti presenti nelle strutture Cas (Centri di accoglienza straordinaria) – di cui 1.697 nella provincia di Perugia e 689 in quella di Terni – mentre 477 sono i beneficiari accolti nel circuito Sai (Sistema di accoglienza e integrazione), in carico a 13 Comuni che gestiscono 16 progetti attivi, tra cui 10 ordinari, 5 dedicati ai Msna e 1 specifico per le fragilità.

A livello nazionale, nei primi sei mesi e mezzo del 2025 si registrano 36.545 migranti sbarcati, dei quali 6.545 sono minori non accompagnati. Circa il 70% degli Rtpi e Msna in Umbria presenta forme di vulnerabilità psicosociale, che possono sfociare in quadri patologici più gravi se non intercettati tempestivamente. La frequenza di traumi pregressi, lo stress legato al percorso migratorio e le condizioni di accoglienza rendono questa popolazione particolarmente esposta.

Le norme internazionali e nazionali, così come le linee guida regionali, riconoscono la salute dei migranti come un diritto fondamentale e garantito. La Regione Umbria, attraverso Safe, si propone di stabilizzare un sistema strutturato di assistenza integrata, capace di coniugare efficienza sanitaria, inclusione sociale e multiculturalismo operativo. L’intento è anche quello di fare del progetto un modello da integrare nel Piano socio-sanitario regionale, consolidando le azioni oltre il termine previsto.

La comunicazione, infine, rappresenta un ulteriore pilastro di Safe: sono previste azioni informative diffuse, campagne di sensibilizzazione rivolte al pubblico e strumenti per garantire trasparenza e accesso ai dati progettuali a tutti gli stakeholder coinvolti. Il coinvolgimento attivo degli attori territoriali e istituzionali sarà infatti essenziale per garantire l’impatto duraturo e replicabile delle misure adottate.

Con Safe, la Regione Umbria si pone come laboratorio avanzato per l’integrazione tra accoglienza e sanità, offrendo risposte concrete alle nuove esigenze emerse nel campo delle migrazioni. L’obiettivo finale resta uno: tutelare il diritto alla salute di tutti, senza distinzione di provenienza, in coerenza con i principi costituzionali e con la visione di una società più equa e inclusiva.

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