Violenza di genere, Regione, comunità e Sir Perugia sul podio
Un intervento della magistratura e delle forze dell’ordine ha portato, nelle ultime ore, a due operazioni distinte ma accomunate dalla gravità dei reati contestati, che hanno interessato la provincia di Milano e il territorio veronese. I fatti riguardano, da un lato, presunti abusi ai danni di anziani ospiti di una residenza sanitaria assistenziale e, dall’altro, una serie di furti in abitazione attribuiti a un gruppo organizzato.
A Parabiago, i carabinieri della Compagnia di Legnano hanno dato esecuzione, nella giornata del 23 dicembre, a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un infermiere di 46 anni, di origini peruviane, residente nella stessa cittadina. L’uomo è indagato per maltrattamenti e violenza sessuale in relazione a fatti che sarebbero avvenuti all’interno di una RSA locale, ai danni di alcuni ospiti non autosufficienti.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, ha preso avvio da una denuncia presentata nel mese di ottobre dai familiari di una donna di 82 anni, che avevano segnalato la presenza di segni ritenuti compatibili con violenze fisiche. Gli accertamenti successivi, condotti anche attraverso attività tecniche all’interno della struttura, hanno consentito di raccogliere gravi indizi a carico dell’operatore sanitario. Secondo quanto emerso, le condotte contestate si sarebbero ripetute nel tempo e avrebbero riguardato almeno due ospiti della RSA, in circostanze caratterizzate dall’assenza di testimoni e dalla condizione di totale incapacità di autodeterminazione delle presunte vittime.
Parallelamente, la Polizia di Stato di Verona ha concluso un’attività investigativa che ha portato al fermo di quattro cittadini albanesi, di età compresa tra i 25 e i 28 anni, ritenuti responsabili di numerosi furti in abitazione commessi tra novembre e dicembre 2025 nel capoluogo scaligero e in vari comuni della provincia. Il gruppo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, operava con modalità strutturate e ruoli ben definiti, configurandosi come una vera e propria banda organizzata.
Due dei componenti svolgevano la funzione di palo, rimanendo a bordo di un’auto pronta per la fuga, mentre gli altri due si introducevano negli appartamenti dopo essersi arrampicati su balconi o facciate, forzando porte e finestre con attrezzi da scasso e utilizzando anche un flessibile per aprire le casseforti. L’intervento decisivo è scattato dopo due furti messi a segno il 19 dicembre a Verona, quando i quattro sono stati intercettati e bloccati mentre si stavano allontanando in direzione Garda.
All’interno del veicolo sono stati rinvenuti una cassaforte sottratta da un’abitazione, monili in oro, denaro contante, strumenti da scasso e radio ricetrasmittenti. Ulteriori beni di sospetta provenienza furtiva sono stati sequestrati nell’alloggio temporaneo utilizzato dal gruppo. I quattro, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio, sono stati trasferiti nel carcere di Verona-Montorio. Le indagini proseguono per accertare eventuali collegamenti con altri episodi analoghi avvenuti nel Veronese e in altre province del Veneto.

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