Il telegiornale dell’Umbria del 21 gennaio 2026

Operazioni, lutti e cronaca: giornata intensa tra Calabria e Umbria

Un arsenale da guerra è stato scoperto in un’area isolata del territorio di Caraffa del Bianco, in provincia di Reggio Calabria, nel corso di un’operazione condotta dai carabinieri della Compagnia di Bianco. Il rinvenimento è avvenuto nella zona di Nastromonte, durante attività di controllo finalizzate alla prevenzione e al contrasto della criminalità organizzata. I militari, supportati dallo Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, reparto specializzato nelle ricerche in contesti impervi, hanno individuato un fusto in plastica accuratamente nascosto tra le pietre di un muro di contenimento.

All’interno del contenitore è stato recuperato un consistente quantitativo di armi e materiale esplosivo. Il sequestro comprende un fucile d’assalto di tipo Kalashnikov con caricatore e munizioni calibro 7,62, un fucile semiautomatico calibro 12 con matricola Brasa, una doppietta, tre bombe anticarro di tipo MS-0 e tre razzi anticarro. La tipologia e la quantità del materiale rinvenuto fanno ritenere che l’arsenale fosse destinato a impieghi di elevata pericolosità.

Considerata la presenza di ordigni esplosivi, è stato richiesto l’intervento degli artificieri antisabotaggio del Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria. L’area è stata immediatamente isolata e messa in sicurezza. Gli esplosivi sono stati successivamente fatti brillare sul posto, secondo le procedure previste, per eliminare qualsiasi rischio per l’incolumità pubblica.

Sempre sul fronte nazionale, a Roma è stato eseguito un maxi sequestro di beni per un valore complessivo superiore ai cinque milioni di euro. L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato nel quartiere San Basilio ed è scaturita da un provvedimento emesso dal Tribunale, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Roma. Alle attività hanno preso parte circa 250 operatori.

Il sequestro ha riguardato un ampio patrimonio riconducibile a soggetti ritenuti attivi nella piazza di spaccio del quartiere. Tra i beni colpiti figurano tre società con sede a Roma e Bracciano, due delle quali operanti nel settore immobiliare e una nel comparto della ristorazione, una ditta individuale attiva come ricevitoria del lotto e tabacchi, numerosi veicoli tra autovetture e motoveicoli, oltre a 25 unità immobiliari distribuite in diversi comuni tra le province di Roma e Latina e in parte nel Reatino. Sono stati inoltre sequestrati 45 mila euro in contanti e due orologi di lusso già sottoposti a vincolo in precedenza.

I beni sono riconducibili a cinque persone, di età compresa tra i 46 e i 67 anni, legate da rapporti familiari e già coinvolte in procedimenti per traffico di sostanze stupefacenti. L’indagine patrimoniale, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha consentito di ricostruire un sistema articolato di intestazioni fittizie e successivi riacquisti attraverso società immobiliari, utilizzato per reinvestire i proventi dello spaccio e generare ulteriori profitti tramite locazioni e compravendite.

Le operazioni si inseriscono in un più ampio quadro di contrasto alle organizzazioni criminali e ai circuiti economici illeciti, con l’obiettivo di colpire non solo le attività operative, ma anche le risorse finanziarie e patrimoniali che ne sostengono la capacità di azione sul territorio.

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