Protesta infuocata a Ferentillo contro le multe del Comune di Terni
L’ennesima multa considerata “ingiusta” accende la protesta in Valnerina. Lo chef internazionale Umberto Trotti, residente a Ferentillo e titolare dell’Osteria da Umberto, denuncia pubblicamente quella che definisce una “deriva punitiva” nella gestione degli autovelox installati dal Comune di Terni. Il caso scoppia dopo una sanzione ricevuta per aver superato il limite di velocità di appena 1,20 km/h, con una rilevazione di 51,20 km/h in un tratto regolato a 50. Un margine minimo, ma sufficiente a far scattare un verbale da 50 euro.
Trotti, da anni impegnato nella promozione della Valnerina come destinazione turistica, parla di un sistema che “non tutela la sicurezza, ma scoraggia chi arriva da fuori”. Il suo sfogo, diffuso in rete, ha raccolto centinaia di reazioni. Nel video, lo chef mostra il verbale e denuncia un meccanismo che, a suo dire, “non tiene conto della realtà economica del territorio”. La sua critica è diretta: “Noi il turismo lo cacciamo. Così chiudiamo tutti.”
Secondo il ristoratore, gli autovelox posizionati lungo le strade provinciali avrebbero trasformato la mobilità locale in un percorso a ostacoli, generando timore nei visitatori e irritazione tra residenti e lavoratori. Trotti sottolinea come la Valnerina stia già affrontando fragilità strutturali, calo demografico e difficoltà economiche, elementi che richiederebbero politiche di sostegno e non ulteriori barriere.
Nel suo intervento, lo chef insiste sul fatto che la sicurezza stradale sia fondamentale, ma contesta l’uso di dispositivi che, a suo avviso, “non distinguono tra infrazioni reali e superamenti impercettibili”. La multa ricevuta diventa così il simbolo di un malessere più ampio, condiviso da molti operatori del settore. “Voi ridete e noi piangiamo”, afferma, accusando l’amministrazione di non ascoltare chi vive e lavora quotidianamente sul territorio.
La protesta di Trotti riapre un dibattito che in Valnerina si trascina da tempo: come conciliare la necessità di controlli con la salvaguardia di un’economia che vive di accoglienza, ristorazione e turismo esperienziale. Per il cuoco, la risposta è chiara: serve una revisione immediata delle politiche di rilevazione automatica, perché “ogni turista che se ne va è un pezzo di futuro che perdiamo”.
Il caso ha già iniziato a circolare tra associazioni di categoria e amministratori locali, alimentando la richiesta di un confronto più ampio sulla gestione della viabilità. In un territorio che punta sulla valorizzazione del paesaggio e sulla qualità dell’ospitalità, la percezione di controlli eccessivi rischia di diventare un freno allo sviluppo.
Trotti

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