Il Carnevale di Venezia alle prese con le prime problematiche legate alla tassa di sbarco


Il Carnevale di Venezia alle prese con le prime problematiche legate alla tassa di sbarco

Gioie e dolori a Venezia con l’affascinante Carnevale più antico del mondo, la Serenissima rinnova l’appuntamento più atteso dell’anno. Spettacoli serali cerimonie tardizionali danze e sfilate fino all’incoronazione della Maria del Carnevale la città lagunare si prepara a vivere l’edizione 2019. Intanto il comune, affogato da turisti e costretto ora a tornelli e telecamere, ha dato il via definitivo alla tassa di sbarco introdotta dall’ultima legge di bilancio con tariffe che variano da 3 a 10 euro.

“Penso che la nuova tassa di sbarco per i turisti o per chi non si ferma più di una notte a Venezia sia una grande idea. La comunità in questo modo può usare il denaro per migliorare i servizi e salvare cosi Venezia”, ha affermato un turista australiano.

Diverse saranno le esenzioni: si salvano, in sostanza, residenti studenti e lavoratori pendolari. Le reazioni tra turisti e residenti non sono unanimi. Tra le persone intervistate, un residente veneziano è preoccupato ad esempio del fatto che la città stessa possa diventare un museo a cielo aperto e che il fatto stesso che si paghi per entrare possa autorizzare a comportarsi “come meglio si crede”.

ll provvedimento partirà a maggio e porta già con sé disdette nelle prenotazioni per il 2020 per quanto riguarda i territori fuori Venezia, con conseguente preoccupazione degli albergatori.

Diversa la posizione degli albergatori di Venezia città che hanno chiesto e promosso l’introduzione della tassa di sbarco.

Vincenzo Bianconi

Valerio Mancini

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