I soccorsi e gli sfollati, la tragedia di Genova dopo il crollo del viadotto Morandi

I soccorsi e gli sfollati, la tragedia di Genova dopo il crollo del viadotto Morandi. Dalle macerie del ponte Morandi “non arriva alcuna voce. Non si sentono voci di sopravvissuti”, anche se questo non esclude che possano esserci. Lo ha detto il prefetto Bruno Frattasi, capo del Dipartimento dei vigili del fuoco, dopo un sopralluogo dove si sta scavando. Man mano che si arriva alle vetture sotto le macerie si cerca, attraverso le targhe ed altro, di arrivare alle persone, “poi faremo il confronto con l’elenco dei dispersi in possesso della Prefettura”. Frattasi ha parlato di “impressione tremenda” nel vedere dal vivo gli effetti del crollo. “E’ una citta’ ferita da questa sciagura”, sono al lavoro 300 vigili del fuoco, con l’ impiego di elicotteri, droni, autori e attrezzature capaci di rompere i blocchi e le travi di cemento. Per Frattasi ci vorra’ comunque una decina di giorni per liberare l’intera area.

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