Gaza sotto attacco, cresce la pressione internazionale, rassegna stampa del 27 agosto 2025

Appelli a stop raid, proteste e fratture politiche


Prosegue l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, dove ieri sono state uccise almeno 75 persone in nuovi bombardamenti che hanno colpito anche strutture sanitarie. Le violenze, denunciate da organizzazioni umanitarie, hanno riacceso il dibattito internazionale e spinto istituzioni e leader religiosi a chiedere l’interruzione delle operazioni.

Secondo quanto riportato da L’Unità, il patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa ha definito “ingiustificabili” le aggressioni, invocando una tregua immediata. Dalla stessa linea si è schierata la Chiesa cattolica, che dal Meeting di Rimini ha ribadito la necessità di fermare l’escalation per tutelare i civili.

L’Unione Europea, sottolinea Il Messaggero, ha espresso condanna verso i raid, mentre negli Stati Uniti crescono le pressioni su Israele, con leader come Merz e Trump che spingono per un negoziato, coinvolgendo anche Mosca in un nuovo schema diplomatico. Le trattative, tuttavia, restano incerte, mentre il governo Netanyahu appare sempre più isolato sul piano politico e sociale.

Le pagine del Manifesto richiamano l’inchiesta dell’esercito israeliano sul raid contro l’ospedale Nasser a Khan Younis, che ha causato la morte di cinque giornalisti e almeno 15 civili. Il quotidiano sottolinea come la stampa internazionale denunci una situazione “senza freni”, aggravata dall’uccisione e dal ferimento di reporter impegnati sul campo.

Sul fronte interno, scrive Il Fatto Quotidiano, le proteste in Israele aumentano. Migliaia di persone sono scese in piazza contro il premier, chiedendo il rilascio degli ostaggi e una revisione delle operazioni militari. Crepe emergono anche tra le forze politiche: rabbini e comunità religiose hanno criticato apertamente la gestione del conflitto, segnalando un dissenso crescente all’interno del Likud.

Accanto al conflitto mediorientale, si inseriscono le tensioni legate alla Libia. Come riportato da Il Riformista, la Guardia costiera libica – dotata di motovedette fornite dall’Italia – è accusata di aver compiuto attacchi contro soccorritori e migranti. Un tema che riapre il dibattito sul ruolo di Roma nelle politiche del Mediterraneo.

Intanto, secondo Avvenire, la comunità cristiana a Gaza rimane nel mirino, con centinaia di persone rifugiate nelle strutture religiose in condizioni sempre più critiche. “Fuggire significherebbe una condanna a morte”, sottolineano fonti ecclesiastiche, ribadendo la necessità di aiuti e corridoi umanitari.

Sul piano diplomatico, evidenzia Il Sole 24 Ore, l’UE resta ferma sulle condanne ma non annuncia nuove sanzioni, mentre sul fronte economico si registrano effetti collaterali: mercati instabili e prezzi energetici in rialzo alimentano timori di recessione, in particolare in Francia, già alle prese con un debito fuori controllo e tensioni sociali.

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