Garlasco, nuova impronta riapre il caso Poggi, rassegna stampa del 21 maggio 2025

Chiara Poggi, spunta traccia di Sempio: indagato assente

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Dopo diciotto anni di inchieste e riaperture, il caso dell’omicidio di Chiara Poggi torna al centro dell’attenzione giudiziaria. Un’impronta digitale appartenente a Andrea Sempio è stata ritrovata accanto al corpo della giovane, assassinata nel 2007 nella sua abitazione di via Pascoli. La notizia è riportata in evidenza da Il Giornale, La Repubblica, Il Messaggero e Il Tempo, che sottolineano come la traccia sia ora oggetto di una nuova perizia disposta dalla Procura.

Il rilievo, secondo La Verità, risale all’immediatezza delle indagini successive al delitto, ma solo ora viene pienamente valorizzato e collegato a un profilo genetico. Andrea Sempio, amico della vittima e già in passato al centro di attenzioni investigative poi archiviate, è stato convocato per un interrogatorio ma non si è presentato. Il suo rifiuto di comparire ha acuito il conflitto tra accusa e difesa, con la legale del giovane che contesta il metodo d’indagine e parla di “processo mediatico”.

Secondo Il Giornale, la procura di Pavia ritiene invece che la posizione di Sempio vada nuovamente approfondita, alla luce del ritrovamento di quella che definisce una “traccia compatibile” con la scena del crimine. La stessa testata riporta come all’interno del dossier rientrino anche nuove analisi forensi condotte su supporti digitali e materiali raccolti nel 2007, molti dei quali finora non sottoposti a revisione con le tecnologie attuali.

Il caso è definito da Domani “la Garlasco dei misteri”. Il nuovo scenario, scrive il quotidiano, solleva interrogativi su come un indizio simile sia stato trascurato così a lungo.

Il Messaggero riferisce inoltre che la perizia che attribuisce l’impronta a Sempio è stata formalizzata in un’informativa depositata a fine aprile. Il quotidiano romano sottolinea come il punto di svolta arrivi proprio mentre le pressioni mediatiche e giudiziarie spingono per una revisione più ampia dell’intera inchiesta.

Nella ricostruzione di La Stampa, si torna sulle frizioni tra i pubblici ministeri e i consulenti tecnici: la scelta di rendere pubblica la traccia prima della convocazione dell’indagato è stata giudicata “irregolare” dalla difesa. L’avvocato contesta non solo la tempistica, ma anche la gestione degli esami tecnici, invocando il rispetto delle garanzie difensive.

Il Tempo mette in risalto l’aspetto processuale, evidenziando come la mancata presentazione di Sempio all’interrogatorio possa costituire un punto di rottura. Il quotidiano parla di “conflitto frontale” tra la linea dei magistrati e la strategia della difesa, in un contesto definito di “tensione crescente”.

L’impronta sarebbe stata rilevata in prossimità del cadavere e successivamente ricondotta a Sempio grazie a nuovi sistemi di comparazione. Tuttavia, come riportato da La Repubblica, resta aperto il nodo dell’effettiva datazione del contatto e della possibile contaminazione del luogo del delitto, ipotesi sollevata da alcuni esperti legali.

In questo scenario si riaffaccia anche la questione del possibile errore giudiziario, evidenziata dal direttore Alessandro Sallusti su Il Giornale, che dedica al tema un commento sotto la testata. Sallusti si chiede come sia stato possibile ignorare un’indicazione del genere per quasi due decenni, mentre venivano seguite altre ipotesi poi rivelatesi infondate.

La Nazione di Firenze, da parte sua, riprende la cronologia dei fatti: l’impronta era stata repertata sul muro nei pressi del casolare dove fu trovato il corpo di Chiara. Il giornale ricorda come nel corso del tempo la figura di Sempio sia stata sempre tenuta in considerazione marginalmente, mai formalmente iscritta nel registro degli indagati.

Nel frattempo, Il Manifesto osserva che il caso Garlasco si inserisce in un contesto più ampio di riaperture giudiziarie legate a delitti irrisolti degli anni 2000. In molti casi, le nuove tecnologie e l’accesso a banche dati più sofisticate hanno permesso una revisione di prove e tracciamenti originariamente inconcludenti.

L’attenzione sull’evoluzione del fascicolo è alta anche a livello politico, con diversi esponenti del sistema giudiziario che, secondo ItaliaOggi, starebbero sollecitando una riforma dei protocolli di archiviazione e trattamento delle prove nelle indagini su omicidi. Il caso Poggi potrebbe diventare un precedente giurisprudenziale significativo.

Infine, sul piano umano e sociale, Il Riformista sottolinea come la famiglia Poggi attenda da anni verità e giustizia, in un percorso segnato da sentenze, ribaltamenti e attese. La nuova svolta offre una possibilità concreta di chiarimento, ma anche il rischio di nuovi scontri legali e tempi lunghi.

Il prossimo passo spetterà alla procura, che deciderà se procedere con ulteriori atti istruttori o avanzare richiesta di rinvio a giudizio. In ogni caso, il caso Garlasco è tornato a essere, dopo quasi vent’anni, uno dei principali fronti giudiziari italiani.

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