Francia: pensioni, ecco cosa dovrebbe accadere la prossima settimana

 
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Francia: pensioni, ecco cosa dovrebbe accadere la prossima settimana

Secondo giorno di proteste contro la riforma delle pensioni in Francia: la gente ora si attende dichiarazioni chiare da parte del Governo.

“Al centro delle preoccupazioni c’è una mancanza di chiarezza, un’area grigia – dice l’analista politico FREDERIC DABI – c’è ansia legata alla mancanza di comunicazione del Governo sulle intenzioni circa la riforma delle pensioni, c’è differenza rispetto a ciò che il ha ottenuto con la riforma del diritto del lavoro e delle Ferrovie statati, all’epoca le intenzioni del Governo erano chiare”.

Gli scioperi continueranno ad oltranza, a Parigi la metropolitana rimarrà ferma “almeno sino a lunedì”, tuttavia dall’Eliseo Macron si dice “calmo e determinato” di fronte alla protesta.

Intanto, l’Alto Commissario per le pensioni, Jean-Paul Delevoye, incontrerà nuovamente i sindacati nei primi giorni della prossima settimana, mentre il Primo Ministro, Edouard Philippe, parlerà a settimana inoltrata, annunciando presumibilmente più di un passo indietro sulla riforma.

La prima giornata di proteste

Una città fantasma: stazioni ferroviarie e metro deserti: si risveglia cosi’ Parigi dopo il “giovedì nero”, lo sciopero generale contro il piano di riforma delle pensioni che ha portato in piazza centinaia di migliaia di francesi, paralizzando tutto il Paese. I sindacati annunciano che la protesta continuerà finché il Governo non ritirerà il contestato progetto di riforma. I disagi potrebbero continuare nelle prossime ore e durante il fine settimana.

I turisti sono stati i primi a farne le spese: “Da ieri sera stiamo cercando di arrivare in qualche modo a Francoforte – spiega una turista americana – dovevamo prendere un aereo diretto ma ci hanno consigliato di venire in stazione e cercare di prendere un treno per Bruxelles e poi un Bruxelles- Francoforte. Non sappiamo ancora se questo treno ci sarà”.

Un Paese contro la fine dei regimi speciali e l’innalzamento dell’età pensionabile

Allo sciopero ha aderito, in buona sostanza, tutto buona parte del settore privato e tutto il settore pubblico, a partire dalle scuole: in gioco c’è infatti anche il futuro delle garanzie per i più giovani cui si chiede di rinunciare ai trattamenti generosi ottenuti dai genitori e dai nonni. Anche qui si profila uno scontro generazionale.

“Chi sciopera non vuole l’innalzamento dell’età pensionabile e chiede anche che in futuro le pensioni siano buone, come lo sono ora”, spiega uno studente della scuola media che ha partecipato al corteo per urlare il suo “no” alla riforma.

Partecipazione allo sciopero generale: numeri discordanti

Secondo il Ministero dell’Interno, ottocentomila hanno incrociato le braccia ieri in tutta la Francia, un numeri molto più contenuto di quello comunicato dal Sindacato secondo cui i manifestanti sono stati almeno 250mila solo nella Capitale e un milione e mezzo in tutto il Paese.

Non c’e accordo, insomma, neppure sui numeri dell’adesione allo sciopero generale, il primo vero banco di prova per il Presidente Macron.

Evidente, tuttavia, che la protesta sia riuscita nell’intento di bloccare il Paese e far parlare di sé in tutto il mondo.

Il fronte del “no” per ora non intimidisce il Governo che lascia aperti spiragli per trattare non intende assolutamente rinunciare alla riforma.

Ma anche la potente CGT francese, il Sindacato più oltranzista annuncia che non farà passi indietro.

Il governo ha cercato di dividerci stigmatizzando le cosiddette categorie privilegiate ma il risultato è sotto i vostri occhi:siamo tutti qui, il settore pubblico e il privato, i pensionati e gli studenti, a dimostrazione che questa proposta coinvolge tutti, non e’ una buona proposta e non la vogliamo.

Philippe Martinez, CGT

“Tutti i sondaggi confermano che i francesi non sono entusiasti della riforma proposta”, ha dichiarato il segretario della CGT Philippe Martinez, uno dei leader riconosciuti della protesta”.

Martinez ha sottolineato che “Il Governo ha cercato di dividerci, stigmatizzando le cosiddette categorie privilegiate ma il risultato è sotto i vostri occhi, il settore pubblico e il privato, i pensionati e gli studenti, a dimostrazione che questa proposta coinvolge tutti, è una proposta che non va bene e e non la vogliamo”.

Per il Governo la riforma introdurrà finalmente equità e chiarezza in un sistema pensionistico complesso, oltre che economicamente insostenibile, per via dei 42 regimi speciali.

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