Francia-Italia, business sul filo del rasoio c’è già chi teme il peggio


Francia-Italia, business sul filo del rasoio c’è già chi teme il peggio

Il mondo del business guarda alle componenti moderate delle istituzioni italiane per evitare eventuali effetti negativi sull’economia, causati dalle tensioni tra Francia e Italia. Trattandosi di due grosse economie dell’eurozona fortemente interdipendenti c’è già chi teme il peggio.

La linea ad Alta velocità tra Torino e Lione, la Tav, è al centro delle tensioni. Parigi vuole che l’opera venga completata. Roma esita tra pro e contro, cesura questa che divide anche il governo, con Salvini fortemente favorevole e Di Maio ad incarnare l’ala più intransigente dei no-Tav. In ballo c’è una bazzecola da dieci miliardi di euro. Con l’Ue che chiede all’Italia di restituire i finanziamenti nel caso di non completamento dell’opera.

La Francia, dal canto suo, è fortemente esposta nei sistemi bancario e finanziario italiani, dove Bnp Paris-bas controlla Bnl, e altri interessi francesi sono presenti in Mediobanca e Unicredit

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