Fontivegge intervista con imprenditrice, ho paura, ma qui è il mio lavoro



Fontivegge intervista con imprenditrice, ho paura, ma qui è il mio lavoro

Prendere a pretesto le critiche (costruttive e puntuali) di Progetto Fontivegge alla Giunta Romizi sulle politiche (ancora) sterili nel quartiere per fare campagna elettorale in vista delle Regionali di Ottobre? Potrebbe essere questo il senso della presa di posizione diramata oggi dal PD, un partito da sempre egemone in Umbria ed in città, sino al 2014, quando quindici anni di giunte Locchi e Boccali avevano portato l’intera area urbana di Fontivegge ad un livello di invivibilità senza precedenti, distruggendo quello che era stato per gran parte del secolo scorso un quartiere produttivo, in epoca industriale, e residenziale, in epoca postindustriale.

A partire dalla fine degli anni Novanta, Fontivegge è letteralmente diventato il classico “quartiere-cesso” ferroviario della città, paragonabile – con le dovute proporzioni – al Castro Pretorio di Roma o a Rogoredo di Milano.

Senza toccare i passaggi riguardanti le polemiche fra partiti, che non ci interessano in questa sede, il PD perugino scrive – con evidente spirito polemico nei confronti del nostro comitato – che “rendere la zona off-limit per i rifugiati, inoltre, non servirebbe a nulla” perché “a Fontivegge non ci sono progetti Sprar […] e vi abitano pochissimi rifugiati ospiti in case affittati dai Cas (Centri Accoglienza Straordinaria)“…



 

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