Farmacisti in sciopero, contratto scaduto e dignità negata

Corteo a Perugia, protesta contro l’offerta economica di Federfarma

PERUGIA, 6 novembre 2025 – Centinaia di farmacisti hanno invaso le strade del centro di Perugia per rivendicare diritti, dignità e un contratto che riconosca il valore reale della loro professione, come riferisce il comunicato di AviNews. Lo sciopero nazionale, indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, ha registrato un’adesione altissima in Umbria, con circa trecento lavoratori provenienti da tutta la regione che si sono radunati in piazza Italia, davanti alle sedi della Giunta e del Consiglio regionale.

La mobilitazione, nata dalla rottura del tavolo negoziale con Federfarma, ha assunto i toni di una protesta decisa e visibile: striscioni, fumogeni, slogan e un corteo spontaneo che ha attraversato corso Vannucci e via Baglioni, trasformando la manifestazione in un grido collettivo per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto il 31 agosto 2024.

I farmacisti chiedono un adeguamento salariale che tenga conto dell’inflazione, dell’aumento delle responsabilità e delle mansioni svolte. La proposta economica avanzata da Federfarma – 180 euro lordi – è stata definita dai sindacati “umiliante e inaccettabile”, poiché non riflette né il valore professionale né il ruolo sociale che le farmacie private ricoprono nel sistema sanitario nazionale.

“Non siamo semplici dispensatori di farmaci – hanno ribadito i rappresentanti sindacali – ma presidi sanitari di prossimità, punti di riferimento per milioni di cittadini, spesso in territori dove il medico non c’è e l’unico contatto con la salute è il farmacista”. I lavoratori denunciano turni estenuanti, lavoro nei festivi, formazione continua e stipendi che raramente superano i 1.500 euro mensili. “Non è più sostenibile – hanno aggiunto – svolgere un ruolo così centrale senza un riconoscimento adeguato”.

La protesta di Perugia si inserisce in un percorso di mobilitazione che ha già visto iniziative sotto la sede di Federfarma Umbria nei mesi scorsi. I segretari territoriali delle tre sigle sindacali hanno tenuto comizi sotto i palazzi istituzionali, illustrando le ragioni dello sciopero e rilanciando la richiesta di un contratto che restituisca dignità e giustizia ai lavoratori del settore.

Nonostante le difficoltà legate alla frammentazione del lavoro nelle farmacie, spesso isolate e non collegate tra loro, i farmacisti hanno dimostrato una forte capacità di organizzazione e una volontà chiara di far valere i propri diritti. “Il messaggio a Federfarma è inequivocabile – hanno concluso Filcams, Fisascat e Uiltucs – se non ci saranno risposte concrete, la mobilitazione continuerà”.

La giornata di sciopero ha rappresentato non solo una rivendicazione contrattuale, ma anche una presa di posizione collettiva contro un sistema che, secondo i lavoratori, non riconosce il valore umano e professionale di chi opera ogni giorno per la salute pubblica. Un appello alla politica, alle istituzioni e alla controparte datoriale affinché il lavoro nelle farmacie non sia più invisibile, ma finalmente rispettato

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