Dimensionamento scuole, decreto taglia dirigenze in Umbria!!

Accorpamenti a sorpresa a Città di Castello e Gubbio!!

Dimensionamento scuole – Il dimensionamento scolastico entra nella fase conclusiva anche in Umbria, con il taglio di due autonomie e la conseguente perdita di altrettante dirigenze a partire dal prossimo anno scolastico. Il provvedimento è stato formalizzato dall’Ufficio scolastico regionale attraverso un decreto che rende operativi gli ultimi accorpamenti previsti nel piano triennale, rimasto in larga parte inattuato nei tempi stabiliti.

A essere interessate sono due realtà distinte del territorio regionale: una a Gubbio e l’altra, in modo inatteso, a Città di Castello. La scelta segna un cambio di rotta rispetto alle ipotesi iniziali, che individuavano Terni come possibile sede di uno degli accorpamenti ora invece esclusa dal riassetto finale.

Il decreto e il ruolo del commissario

Il provvedimento porta la firma del nuovo direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Ernesto Pellecchia, nominato commissario ad acta dal Governo proprio per chiudere la partita dei dimensionamenti rimasti sospesi. La misura rientra nel più ampio piano nazionale di razionalizzazione della rete scolastica, collegato agli obiettivi del Pnrr e fondato sull’adeguamento delle autonomie all’andamento demografico degli studenti.

In Umbria, regione che conta circa 101 mila alunni, il percorso è stato particolarmente complesso. Palazzo Donini aveva contestato i criteri ministeriali, giudicati non coerenti con le caratteristiche territoriali, rivendicando la necessità di mantenere due autonomie in più rispetto al tetto fissato a livello nazionale.

Accorpamenti senza chiusure di scuole

Nel merito, il decreto stabilisce l’accorpamento di istituti comprensivi e direzioni didattiche a Città di Castello nell’ambito dell’Alighieri-Pascoli, mentre a Gubbio l’operazione coinvolge la Mastrogiorgio-Nelli. Non sono previste chiusure di plessi, riduzioni di classi o modifiche all’offerta del tempo scuola, ma l’effetto amministrativo è rilevante: due dirigenze scolastiche vengono cancellate.

La Regione, pur avendo predisposto in passato un piano di accorpamenti, ne aveva sospeso l’efficacia in attesa dell’esito dei ricorsi, uno dei quali ancora pendente davanti al presidente della Repubblica. L’intervento commissariale ha invece portato a compimento il processo, modificando anche la distribuzione territoriale delle decisioni.

Le reazioni istituzionali

La scelta ha aperto un confronto acceso. L’assessore regionale Fabio Barcaioli ha espresso contrarietà, richiamando possibili ricadute sull’organizzazione amministrativa delle scuole. Il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, ha evidenziato uno squilibrio territoriale, sottolineando come la gran parte dei dimensionamenti riguardi il Perugino, a fronte di un impatto minimo sulla provincia di Terni.

A Città di Castello la decisione viene vissuta come una penalizzazione immotivata, mentre il dibattito si allarga al futuro assetto della scuola umbra, chiamata a conciliare sostenibilità amministrativa e tenuta dei servizi educativi in un contesto demografico in continua trasformazione.

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