Obbligo di dimora e stretta della Questura dopo Ternana-Ascoli
Cinque giovani tifosi ternani, di età compresa tra i 25 e i 33 anni, sono stati colpiti da Daspo della durata tra i cinque e gli otto anni a seguito degli scontri che hanno turbato la partita del 31 agosto scorso tra Ternana e Ascoli. La decisione è stata assunta dal Questore di Terni, Michele Abenante, dopo gli arresti eseguiti dagli agenti della Digos guidata dal vice questore Marco Colurci.
Parallelamente, il Giudice per le indagini preliminari di Terni, su richiesta della Procura rappresentata dalla dottoressa Camilla Coraggio, ha convalidato i fermi e imposto ai cinque coinvolti ulteriori restrizioni: obbligo di dimora nel comune di Terni, divieto di allontanamento nelle ore serali e interdizione dall’accesso a qualunque evento sportivo.
Le misure cautelari, sottolinea il comunicato diffuso dalla Questura di Terni, intendono ribadire la linea di fermezza delle autorità di pubblica sicurezza e giudiziarie nel contrasto alle derive violente che ancora accompagnano alcune manifestazioni sportive. L’obiettivo dichiarato è quello di salvaguardare la collettività, assicurare lo svolgimento regolare delle competizioni e isolare chi, con atteggiamenti aggressivi, mette a rischio la sicurezza comune.
Il Questore Abenante ha rimarcato la valenza del provvedimento come segnale di attenzione costante verso la città: “Un risultato importante, che conferma l’impegno della Polizia di Stato nel garantire la sicurezza degli incontri sportivi e nel richiamare alle proprie responsabilità chi sceglie la violenza invece del tifo civile.”
Gli episodi che hanno portato all’arresto degli ultras ternani hanno acceso i riflettori sulla necessità di rafforzare ulteriormente le azioni di prevenzione. Con Daspo lunghi e rigide misure restrittive, le autorità cercano di dare un messaggio chiaro: il calcio deve restare passione e sport, non un pretesto per mettere a rischio la vita delle persone.

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