Incontri sessuali nel sotterraneo della stazione, cittadini esasperati
Crusing gay a Ponte San Giovanni – Nessuna barriera, nessun cancello, nessun controllo. A Ponte San Giovanni, a pochi metri dalla stazione ferroviaria, il crusing gay a cielo aperto è diventato prassi quotidiana, protetto solo dall’omertà e dall’indifferenza delle istituzioni. Il parcheggio nei pressi di Via Nino Bixio è teatro di uno spettacolo osceno che si consuma ogni giorno: due colpi di fari come richiamo, auto che si accostano, uomini che scompaiono dietro le colonne per consumare rapporti sessuali.
Il percorso che porta a questo girone dantesco è breve e accessibile, con una piccola discesa, che sprofonda in una zona di rifiuti e sporcizia inimmaginabile, è il parcheggio sotterraneo della stazione ferroviaria.. L’odore nauseabondo colpisce in faccia come un pugno appena si mette piede nell’area, mentre a terra si calpestano resti di ogni tipo: secchi rotti, avanzi di cibo, bottiglie, fazzoletti sporchi e preservativi usati. Un tappeto di degrado che racconta più di mille parole l’abbandono e l’indifferenza per questo “battuage” a due passi dal centro storico
Tutti a Ponte San Giovanni conoscono questa vergogna. Se ne parla nei bar, nei negozi, nei ristoranti: il crusing “de noatre” è un segreto di Pulcinella. Se ne discute senza più imbarazzo, ma con crescente rabbia e senso di impotenza. I cittadini hanno chiesto più volte un intervento: un sopralluogo della polizia locale era stato promesso, come anche un’azione della precedente amministrazione comunale e delle forze dell’ordine. Nulla si è mosso. L’area resta terra di nessuno, zona franca dove tutto è consentito e nessuno controlla.
Nel pomeriggio, le immagini raccontano un’attività frenetica, con auto che vanno e vengono, uomini che entrano e si appartano. Se in pieno giorno lo spettacolo è già indecente, di notte diventa un girone infernale senza regole, alimentato dall’assenza di qualunque presidio di sicurezza. Il buio, unito alla totale assenza di recinzioni o ostacoli, trasforma quel pezzo di città in un punto di incontro senza limiti né remore.
La situazione va avanti da anni, ignorata dalle istituzioni che si limitano a promesse vuote, lasciando i cittadini in balia di una quotidiana occupazione illecita del territorio. Gli appelli alla decenza sono caduti nel vuoto, schiacciati da una burocrazia che preferisce chiudere gli occhi davanti al degrado piuttosto che assumersi responsabilità.
Il quartiere, nel frattempo, vive un lento ma inesorabile scivolamento verso l’abbandono. Famiglie con bambini, studenti, lavoratori sono costretti ogni giorno a passare accanto a quella fogna a cielo aperto, convivendo con il rischio, il disgusto e la paura. I timori per la sicurezza personale sono ormai la norma, mentre l’amministrazione si rifugia dietro silenzi imbarazzanti.
A nulla sono valsi gli appelli, le fotografie, le denunce: il crusing continua, indisturbato e protetto dall’oscurità, in una zona che avrebbe bisogno di essere riqualificata e restituita alla cittadinanza. Nessun intervento strutturale, nessuna telecamera, nessuna pattuglia fissa. Solo promesse dimenticate e degrado sotto gli occhi di tutti.
L’inattività delle istituzioni non è più solo una colpa: è una complicità silenziosa che pesa come un macigno su Ponte San Giovanni. Ogni giorno che passa senza interventi rende più profonda la ferita e più difficile sanarla. Non si tratta di una questione di orientamento sessuale, ma di rispetto per il bene pubblico, di tutela della dignità dei residenti, di difesa di un tessuto sociale che si sta sgretolando sotto il peso dell’indifferenza.
L’area di via Nino Bixio grida vendetta contro un sistema incapace di garantire anche solo il minimo decoro. E mentre i cittadini continuano a segnalare, a documentare, a denunciare, la risposta resta sempre la stessa: il silenzio. Un silenzio assordante che accompagna l’odore nauseabondo, i rifiuti, gli atti osceni in pieno giorno. Un silenzio che, alla fine, suona come una condanna per un intero quartiere abbandonato.

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