Coronavirus Umbria, la strategia dei test sierologico e molecolare

 
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Covid, se test rapido è negativo per IgG, nel 97 per cento dei casi il tampone sarà negativo

Andamento dell’epidemia nell’ultima settimana, screening attraverso i tamponi della popolazione ristretta nelle carceri e degli ospiti delle strutture residenziali per anziani, resoconto dell’attività delle Unità speciali di continuità assistenziale, risultati della strategia tamponi: questi gli argomenti trattati dall’assessore Luca Coletto, e dal direttore regionale alla Sanità, Claudio Dario, nel corso della seconda parte della conferenza che si è tenuta stamani a Palazzo Donini alla presenza della presidente della Regione, Donatella Tesei, del prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia, del Rettore dell’Università di Perugia, Maurizio  Oliviero.

Il lavoro svolto: Tracciando una sintesi settimanale del lavoro svolto per la gestione dell’emergenza Covid-19 in Umbria, l’assessore Coletto  ha riferito che “dal 10 al 17 aprile la variazione delle persone attualmente positive è di -303, da 1091 positivi del 10 aprile siamo passati ai 788 attuali, i ricoveri da 185 sono diventati 142 ricoveri (-43), con 31 posti letto occupati in terapia intensiva (da 39 a 31). I decessi invece sono aumentati di 5 (da 52 a 57) con un indice di letalità attuale del 4,26 per cento (il 10 aprile era 3,99), mentre sono 333 i guariti (da 159 a 492) e 3183 sono usciti dall’isolamento domiciliare”.

Abituarci ad indossare dispositivi di protezione: “La Regione – ha proseguito l’assessore – sta gestendo e monitorando la situazione nella maniera migliore possibile e stiamo vedendo i primi risultati. Nella ‘Fase2’ si dovrà continuare a mantenere alta la guardia e dovremo abituarci ad indossare i dispositivi di protezione individuale e tutti quei comportamenti che ci permetteranno di ripartire in sicurezza”.   

Distanziamento: Il direttore Dario dopo aver ribadito che “nella fase di ripartenza l’attenzione per i comportamenti sarà ferrea, perché la partita sarà vinta proprio su questi accorgimenti che tutti dovremo adottare, a partire dal distanziamento”, ha informato che è terminato il monitoraggio nelle strutture residenziali per anziani e nelle carceri.

Tamponi: Per quanto riguarda le strutture residenziali, su 70 strutture con 2548 ospiti sono stati effettuati 738 tamponi sugli ospiti (28,96 per cento) e 13 sono risultati positivi.  Su 2327 operatori sono stati effettuati 898 tamponi (38,59 per cento) e 19 operatori sono risultati positivi, quindi in totale su 4875 soggetti sono stati effettuati 1636 tamponi (33,36 per cento) con 32 positivi (1,96 per cento)”. In parallelo è stato effettuato il monitoraggio su 4 carceri umbri per un totale di 1451 ospiti: i tamponi effettuati sui soggetti in mobilità sono stati 175 (12,06 per cento) e solo 1 è risultato positivo (0,57 per cento). Sul personale (guardie e civile) pari a 1009 sono stati effettuati 925 tamponi (91,67 per cento), solo 1 soggetto è risultato positivo (0, 11 per cento). Quindi su 2460 soggetti sono stati effettuati 1100 tamponi (44,72 per cento) per un totale di 2 positivi (0,18 per cento).

Risultati strategia: I test sierologico e molecolare sono stati impiegati in 1.180 casi, dei quali l’8.9% è risultato positivo al test molecolare e il 27% positivo al test sierologico. Dal confronto dei risultati dei 2 test (sierologico e molecolare) su campionamento contestuale, è emerso che: il risultato positivo per anticorpi della classe IgM non ha caratteristiche di Specificità e Sensibilità tali da poter essere impiegato né a fini diagnostici né di sorveglianza epidemiologica; relativamente agli anticorpi della classe IgG, in questa fase epidemica, né la Specificità (78%) né la Sensibilità (72%) del test sierologico rispetto al molecolare consentono di considerarlo come un valido test sostitutivo del test molecolare. La predizione positiva del test nell’individuare soggetti contestualmente portatori di virus, e quindi potenzialmente infettivi, è del 24%. In questa fase dell’epidemia, il potere predittivo rilevante del test è la predizione negativa: se il test immunologico rapido è negativo per IgG, nel 97% dei casi anche il tampone contestuale è negativo (valore predittivo negativo 97%). Dalla valutazione del risultato del test rapido sierologico vs la positività del paziente a SARS-CoV-2, rilevata con test molecolare pregresso, non contestuale al test rapido, è emerso che il risultato del test positivo per IgG rileva correttamente l’esposizione al virus da almeno 15 giorni in più del 90% dei casi (valore predittivo positivo >90%), cosi come specificità e sensitività del test raggiungono circa il 90% rispetto a test molecolare effettuato in tempi sufficientemente pregressi (>15 giorni).

Obiettivi: Individuazione nella popolazione del maggior numero possibile di soggetti positivi, al fine di isolarli fino alla loro negativizzazione e impedire la circolazione virale. Garantire cure appropriate ai pazienti COVID-19 e ai pazienti non COVID-19 proteggendo le strutture sanitarie; ridurre in numero di nuovi casi fino all’inizio della “fase 2” e attuare la “fase 2” non appena il governo ne darà indicazione.

Unità speciali: Sempre sul versante sanitario Dario ha ricordato che sono entrate in piena attività le unità speciali di continuità assistenziale, operative dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 20: nel territorio dell’Usl 1 (Umbria Alto Chiascio, Alto Tevere, Perugino Assisano, Trasimeno e Media Valle del Tevere) e dell’Usl2 (Foligno, Spoleto/Valnerina, Terni, Narni/Amelia, Orvieto) i pazienti gestiti sono 360.

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