Coronavirus, Paparelli, più tamponi a distretti e operatori sanità

 
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Coronavirus, Paparelli, più tamponi a distretti e operatori sanità

Il consigliere regionale del Partito democratico Fabio Paparelli ha inviato oggi una lettera alla presidente della Giunta regionale Donatella Tesei dove scrive: “nello spirito di piena, leale e reciproca collaborazione mi permetto di portare alla sua attenzione alcune questioni particolarmente sensibili che, mi auguro, possano essere oggetto di una rapida soluzione nell’interesse delle nostre comunità.

Pensando di interpretare il sentimento di preoccupazione di molti cittadini e, in particolare, quello diffuso tra gli operatori della sanità, sono a rappresentarle la necessità di potenziare immediatamente i servizi di prevenzione e diagnosi attualmente impegnati sull’emergenza Covid19. Considerando infatti il forte aumento di contagi e positività al virus riscontrati in Umbria negli ultimi giorni, si rende ormai indispensabile provvedere alla distribuzione di un maggior numero di tamponi alle ASL e quindi ai distretti territoriali per poter consentire ai diversi territori di individuare ed eventualmente isolare le persone purtroppo positive. Ad oggi il numero dei tamponi effettuati sul territorio è troppo esiguo rispetto alle reali necessità e se la scelta iniziale di effettuare l’analisi dei tamponi esclusivamente presso l’Istituto di Microbiologia dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, aveva un senso rispetto alla esiguità dei numeri, oggi occorre fare di più.

Pur apprezzando che da qualche giorno, seppure ancora in via sperimentale, sia stato abilitato anche l’ospedale di Terni per l’analisi dei tamponi effettuati senza ogni giorno doverli portare a Perugia è evidente che, al momento sono, a detta degli stessi operatori, insufficienti e mal distribuiti nel territorio regionale. La gravità della situazione imporrebbe scelte forse più drastiche e tempestive, come quella di autorizzare le due Asl anche all’acquisto autonomo dei tamponi e di utilizzare tutti i laboratori di analisi pubblici e privati idonei per l’analisi dei tamponi stessi, ovviamente previa autorizzazione dell’ISS, come già fanno altre regioni, creando così una rete pubblico-privata di laboratori e dando maggiore efficienza del sistema.

Una delle poche armi di cui disponiamo al momento è la prevenzione, che può realizzarsi compiutamente solo se affiancata ad un adeguato livello di performance del sistema di diagnosi e cura. In questa ottica, rispettare pedissequamente le regole imposte dal governo, utilizzare l’autonomia regionale per rafforzarle, ad esempio, stabilendo regole stringenti per le strutture residenziali protette e chiudendo le semiresidenziali, sostituendole con l’assistenza domiciliare diretta, sono misure indispensabili per arginare l’aumento potenziale dei positivi al Covid19.

Ritengo altresì opportuno sottoporre alla sua attenzione ed al fine di mettere maggiormente in sicurezza il personale medico-sanitario, uno screening di massa di quanti si trovano eroicamente più esposti ai rischi di contagio. Sono certo che ella sarà sensibile a queste istanze e provvederà a verificarne la fattibilità già dalle prossime ore”.

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