Condannato a 7 anni per violenze su nipotina

Romeno 48enne riconosciuto colpevole di abusi per 5 anni su minore

Un uomo romeno di 48 anni è stato condannato a sette anni di reclusione per aver violentato la nipotina, oggi tredicenne, per un periodo di cinque anni. L’imputato, arrestato a Roma nel gennaio dello scorso anno e detenuto nel carcere di Regina Coeli, è stato giudicato col rito abbreviato. Il pubblico ministero Patrizia Mattei aveva richiesto una pena di dieci anni, ma il giudice monocratico Margherita Amodeo ha applicato le attenuanti generiche, ordinando anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

La vittima, residente a Bastia, ha raccontato in aula gli anni di violenze subite dallo zio, descrivendo anche le minacce ricevute per impedirle di denunciare i fatti. L’uomo, assistito dall’avvocato Ilario Taddei, avrebbe creato un falso profilo WhatsApp per terrorizzarla, inviandole messaggi e audio in cui veniva impersonato un mostro. In alcune registrazioni, voci di bambini defunti la minacciavano di “portarla in cielo” se avesse parlato.

Le indagini hanno dimostrato i tentativi dell’imputato di eliminare le prove digitali, ma gli inquirenti sono riusciti a recuperare chat cancellate e foto compromettenti di altri minori. Le perizie biologiche sugli indumenti della bambina e sugli oggetti sequestrati nella sua abitazione hanno confermato le accuse.

Dopo la denuncia della nipote, l’uomo avrebbe offerto alla famiglia un’auto e del denaro in cambio del silenzio, ma al loro rifiuto aveva tentato la fuga verso il suo paese d’origine. Era stato arrestato al rientro a Roma. La famiglia della vittima è stata assistita dall’avvocato Delfo Berretti.

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