La Corte d’Assise di Terni riconosce le attenuanti generiche
Condanna a Behari- La Corte d’Assise di Terni ha condannato Erjon Behari a ventiquattro anni e un mese di reclusione per l’omicidio volontario di Stefano Bartoli, il giovane spoletino colpito a morte con una coltellata il 20 luglio 2024 in via Due Giugno, a Spoleto. Il verdetto è stato pronunciato nel pomeriggio, al termine di una camera di consiglio durata circa un’ora.
Il pubblico ministero Alessandro Tana, titolare dell’inchiesta, aveva richiesto l’ergastolo. Tuttavia, i giudici hanno riconosciuto attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti, riducendo la pena. Prima della sentenza, Behari ha rilasciato dichiarazioni spontanee, sostenendo di aver agito per paura e di non aver voluto uccidere.
Durante l’unica udienza, tenuta a porte chiuse, è stata proiettata la registrazione dell’aggressione, ripresa da una telecamera di sorveglianza. Secondo le indagini dei carabinieri, il conflitto tra i due sarebbe nato da un debito di cinquanta euro e dalla mancata restituzione di un cellulare.
Condanna a Behari
La difesa, rappresentata dall’avvocata Maria Donatella Aiello, ha tentato di ottenere una nuova perizia psichiatrica, già effettuata in fase preliminare, che aveva confermato la capacità di intendere e volere dell’imputato, pur affetto da deficit mentale certificato. La richiesta è stata respinta.
La Corte ha inoltre disposto un risarcimento in favore della madre e dei fratelli della vittima, assistiti dall’avvocato Andrea Bellingacci, costituiti parte civile. Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro 45 giorni. La difesa ha già annunciato il ricorso in appello.

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