Collezione Albertini torna a Perugia dopo oltre 170 anni

Patrimonio storico unico riconsegnato alla città umbra

Collezione Albertini – Dopo oltre un secolo e mezzo, la Collezione Albertini fa ritorno a Perugia, segnando la conclusione di una lunga vicenda di dispersione e recupero di un prezioso patrimonio storico. La raccolta, composta da 1749 pergamene risalenti ai secoli XIV e XV, documenta la storia amministrativa e giudiziaria del Comune di Perugia e rappresenta un tassello fondamentale per la conoscenza della città e del suo territorio.

L’evento di presentazione ufficiale della collezione si è svolto ieri mattina all’Archivio di Stato di Roma, nella cornice di Sant’Ivo alla Sapienza, dove sono intervenuti rappresentanti istituzionali e specialisti che hanno seguito il complesso processo di acquisizione, studio e conservazione dei documenti. La cerimonia ha sottolineato non solo il ritorno fisico delle pergamene, ma anche il valore di una collaborazione virtuosa tra soggetti pubblici e privati impegnati nella tutela del patrimonio culturale.

L’acquisizione della Collezione Albertini è avvenuta tramite la Fondazione Perugia, che ha partecipato all’asta tenutasi a Parigi il 21 giugno 2024, aggiudicandosi i 153 lotti al prezzo complessivo di 430 mila euro, con il nulla osta degli Archivi di Francia. Da allora la collezione è stata trasferita in Italia e affidata alla cura della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria e dell’Archivio di Stato di Perugia, dove è oggetto di un meticoloso lavoro di restauro e approfondimento scientifico.

Collezione Albertini

L’origine della collezione risale al 1853, quando l’amministrazione comunale di Perugia decise di cedere parte della sua documentazione archivistica. Il lotto fu acquistato dall’antiquario tedesco Joseph Spithöver, che tentò senza successo di venderlo allo Stato italiano. Successivamente, i documenti finirono nelle mani di Louis Eugenio Albertini, giurista argentino di origine italiana, che li portò a Parigi, dove sono rimasti per diverse generazioni presso i suoi eredi.

L’intervento della Fondazione Perugia ha dunque posto fine a un lungo periodo di dispersione, riportando a Perugia un patrimonio fondamentale per la storia locale e nazionale. L’operazione è stata salutata con favore da esponenti del Ministero della Cultura, che ne hanno evidenziato il valore pubblico di un’azione condotta dal settore privato a beneficio della collettività.

La ricostruzione della provenienza e la catalogazione dei documenti sono state affidate anche al lavoro del ricercatore Matteo Ferrari, il quale ha tracciato un quadro dettagliato delle pergamene sparse nel mondo, da collezioni universitarie a piccoli antiquari. Nonostante il rientro della maggior parte della collezione, rimane aperta la ricerca di circa 300 documenti ancora dispersi.

Il progetto di valorizzazione della Collezione Albertini è già in atto: a Palazzo Baldeschi a Perugia è in corso la mostra EXTRA. Segni antichi / Visioni contemporanee, che propone un dialogo tra alcune pergamene e opere di artisti contemporanei, creando una contaminazione tra passato e presente. Un’ulteriore esposizione, programmata per ottobre 2025, esporrà al pubblico tra le 200 e le 300 pergamene, insieme a nuovi materiali recentemente acquisiti.

Il direttore dell’Archivio di Stato di Roma ha rimarcato l’importanza culturale dell’evento, definendolo un esempio significativo di come la cooperazione tra enti pubblici e privati possa restituire all’Italia parte della sua memoria storica, rafforzando l’identità nazionale e locale.

La restituzione della Collezione Albertini a Perugia rappresenta dunque un successo rilevante nella conservazione e valorizzazione del patrimonio archivistico italiano, contribuendo a mantenere viva la memoria storica attraverso la ricerca, il restauro e la fruizione pubblica di documenti di straordinario valore.

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