Case popolari, modificare legge regionale, sette proposte di Fratelli d’Italia

 
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Case popolari, modificare legge regionale, sette proposte di Fratelli d’Italia

“Modificare la legge regionale ‘23/2003’ sull’edilizia residenziale pubblica introducendo criteri di residenza in Umbria per l’ottenimento degli alloggi e parametri meritocratici per il loro mantenimento, anche attraverso una ‘Carta a punti’. Evitare discriminazioni al contrario e fornire risposte alle famiglie più fragili. Accertare che gli assegnatari non abbiamo commesso reati gravi e non possiedano alte immobili, in Italia o all’estero”.

Questo l’obiettivo della proposta di legge presentata dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace (capogruppo e presidente Terza commissione) e Marco Squarta (presidente Assemblea legislativa) ed illustrata oggi durante una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni, a cui hanno partecipato anche il senatore Franco Zaffini e l’onorevole Emanuele Prisco. Marco Squarta ha spiegato che “i sette punti su cui si articola la proposta mirano a RIPORTARE EQUITÀ E GIUSTIZIA SOCIALE NELL’ASSEGNAZIONE DELLE CASE POPOLARI, prendendo spunto da quanto è stato fatto dai Comuni di Perugia e Foligno in materia di regolamentazione degli accessi all’edilizia residenziale pubblica, per evitare discriminazioni al contrario. Non è una proposta contro qualcuno, ma per dare risposte ai cittadini più fragili, colpendo coloro che non rispettano le regole e le leggi, sia che si tratti di italiani che di stranieri.

IN SINTESI
I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace (capogruppo e presidente Terza commissione) e Marco Squarta (presidente Assemblea legislativa), hanno illustrato oggi a Palazzo Cesaroni la loro proposta di legge che introduce “sette importanti modifiche in materia di assegnazione e di mantenimento delle case di edilizia residenziale pubblica”. Immagini della conferenza stampa

Vengono previste limitazioni per coloro che hanno commesso reati, a vantaggio delle famiglie in difficoltà, senza alcun tipo di discriminazione. Non ci sono differenze basate sulla nazionalità dato che viene valorizzata solo la presenza prolungata sul territorio regionale. Si tratta di una legge innovativa, il cui testo è stato studiato per evitare ogni tipo di impugnativa”.

Eleonora Pace ha parlato di “una Legislatura rivoluzionaria, nella quale va realizzato il cambiamento che avevamo promesso. Il tema delle case popolari lo abbiamo sempre avuto a cuore e lo abbiamo dimostrato a Perugia e Foligno. Ora è tempo di ridisegnare il quadro normativo regionale con sette importanti interventi che riguardano i criteri di assegnazione e le condizioni per mantenere l’alloggio pubblico. Si dovrà dimostrare di non possedere altre abitazioni, in Italia o all’estero.

Questo varrà per tutti, italiani e stranieri. Non potranno avere case coloro che sono stati condannati per reati legati a droga, prostituzione e gioco d’azzardo o contro l’ordine pubblico. Coloro che potendolo fare non pagano il canone sociale perderanno il diritto all’alloggio. Gli umbri e coloro che risiedono nei Comuni della regione da più tempo, avranno un punteggio maggiore nelle graduatorie. I controlli e le verifiche dovranno riguardare tutti, italiani e stranieri. Viene prevista una ‘carta a punti’ dell’inquilino, sul modello della patente: nel caso di gravi violazioni si perderà subito il diritto alla casa popolare; in caso di violazioni lievi si perderanno dei punti.

Al contrario ne guadagneranno grazie ad un comportamento corretto. In caso di reati e violenze contro le donne si prevede che l’assegnazione possa passare direttamente alla vittima. Nel caso di maltrattamenti sui figli o di mancato rispetto dell’obbligo dell’istruzione, i responsabili verranno sanzionati perdendo il diritto all’abitazione. Durante i lavori in Commissione siamo aperti a valutare ulteriori proposte di modifica della legge, per arrivare ad un testo migliore dell’attuale più equo e rispondente alle esigenze della comunità regionale”.

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