Cara di Castelnuovo di Porto, video della protesta al Mise, 107 posti di lavoro a rischio



Cara di Castelnuovo di Porto, video della protesta al Mise, 107 posti di lavoro a rischio

Protesta di una delegazione dei lavoratori del Cara di Castelnuovo di Porto, dove ieri notte sono iniziati i trasferimenti dei migranti presenti. Il sindaco Riccardo Travaglini ha chiesto un incontro con il Mise: “Andiamo a chiedere la possibilità di ricollocare 107 persone che dal 31 non avranno più un lavoro”. E sui migranti sgomberati aggiunge: “Abbiamo ricevuto richieste da tutta Italia, speriamo di poter aiutare chi ha il permesso umanitario, ma oggi siamo qui per trovare la soluzione ai lavoratori che vanno incontro al licenziamento”.

La vicenda sulla chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto

La vicenda sulla chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto preoccupa la Garante per l’ infanzia e l’ adolescenza, Filomena Albano, che ha scritto al Dipartimento liberta’ civili e immigrazione del ministero dell’ Interno per conoscere in quali strutture saranno accolti i minorenni interessati dalle operazioni di trasferimento dal centro di accoglienza. “Ho evidenziato, nell’ occasione, le particolari cautele che vanno assicurate alle persone minorenni coinvolte”, spiega in una nota Filomena Albano.

“Pur in presenza di provvedimenti legittimamente adottati dall’ amministrazione

“Pur in presenza di provvedimenti legittimamente adottati dall’ amministrazione – prosegue – deve essere garantito il rispetto dei diritti previsti dalla Convenzione Onu sui diritti dell’ infanzia e dell’ adolescenza”. Tra essi il diritto all’ unita’ familiare, il diritto alla salute, il diritto alla sicurezza sociale e il diritto all’ istruzione ed educazione.

“Quest’ ultimo – sottolinea Albano – assume oggi una particolare valenza, perché’ se ne celebra la prima giornata internazionale. Non sono norme astratte ma principi che devono essere concretamente attuati: il diritto all’ istruzione si traduce nel diritto alla continuita’ scolastica, il diritto alla vita e alla sopravvivenza e’ anche diritto al mantenimento delle relazioni personali, cosi’ come il diritto al benessere comprende il diritto a continuare attivita’ sportive, in modo da non interrompere percorsi gia’ avviati”, conclude.

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