Bea e il circolo della pelle al concorso storie di economia circolare |Video


Bea e il circolo della pelle al concorso storie di economia circolare |Video

di Barbara Olmai
Il video “Bea e il circolo della pelle” partecipa al “concorso storie di economia circolare”. (In basso il pulsante per andare al sito)

Accedi e vota! Guarda il video, racconta la storia di Beatrice Donati, una ragazza di Caldarola. Siamo nelle Marche in provincia di Macerata. Il terremoto ha distrutto il suo laboratorio dove Bea realizzava oggetti di design con materiali di recupero. Lei non cede.

Dopo pochi mesi e incinta di Emma, riapre la sua attività in cui crea oggetti grazie agli scarti delle lavorazioni della pelle che altrimenti sarebbero finiti in discarica. Un lavoro che è testimonianza di un progetto di vita, dove cura, ricerca e passione donano un’anima ad oggetti che hanno una storia da raccontare. Votaci e fai votare la nostra storia. Amiamo l’ambiente e il nostro territorio. Grazie!

Oggi è uscito online il mio video sulla storia di Beatrice sto divulgandolo Per adesso solo su WhatsApp Poi nei prossimi giorni utilizzeremo anche Facebook aiutami a divulgare e fai votare un sacco di persone è la storia di Beatrice e in parte anche del nostro territorio.

Dentro ho voluto inserire anche il centro storico di Caldarola.

Votate e fate votare! È una bella storia quella di Bea. Da oggi fino a settembre, dobbiamo prendere i voti online! Poi una giuria tecnica sceglierà il video vincitore. Ce ne sono altri 21 e arrivano da tutta Italia ma… Il nostro è differente ovviamente!😉Grazie!



I materiali naturali vengono dal territorio, la forma dalle colline che accolgono il suo laboratorio. Le altre materie utilizzate sono gli scarti delle lavorazioni della pelletteria che altrimenti sarebbero finiti in discarica. Dar vita ad un oggetto, per Beatrice Donati, non è solo creatività, ma rappresenta il suo modo per contribuire alle sorti ecosostenibili del pianeta.

Dopo gli studi di design all’Università  di Firenze, Beatrice decide di dare forma alle sue idee.

Realizza il suo laboratorio dove genera oggetti di design, arredi e complementi. Nella Be-ars le passioni per il lavoro manuale, per le lavorazioni ed i saperi tradizionali, si contaminano con l’innovazione e le tecniche avanzate.

Nel 2016 arriva il terremoto. Beatrice cambia la sede della sua attività. Poco dopo diviene la mamma di Emma. I processi della vita si fondono nella lavorazione di materie a cui dare una nuova ripartenza. Le esperienze familiari del “mettere da parte qualcosa” per darlo ad altri a cui potrà servire e del “non sprecare”, diventano le regole quotidiane di un lavoro che è testimonianza attiva di un progetto di vita dove le connessioni con gli altri generano un’economia circolare solida e preziosa.

La cura e la ricerca danno la forza alle mani di tagliare, intrecciare, incollare…La passione dà la spinta ad ottenere sostentamento da quello che hai prodotto. Ogni oggetto ha una sua storia e Beatrice nel lasciarlo andare in altri luoghi, dona una parte di sé e di ciò in cui crede fortemente.


 

Vincenzo Bianconi

Valerio Mancini

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