Arrestato il 18enne accusato dell’aggressione all’insegnante

Trovato con hashish, indagine sull’attacco di gennaio continua

È stato arrestato a Terni il diciottenne di origini colombiane coinvolto nell’inchiesta sull’aggressione avvenuta lo scorso gennaio ai danni di una donna di 83 anni, insegnante in pensione, colpita violentemente nel proprio letto. Il giovane, che ha compiuto la maggiore età nel marzo scorso, è stato sorpreso in possesso di sostanza stupefacente durante un controllo dei carabinieri del comando provinciale e tratto in arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio.

Il tribunale di Terni ha convalidato l’arresto martedì mattina. Il giudice Simona Tordelli ha ritenuto legittimo l’operato dei militari ma ha scelto di non disporre misure cautelari nei confronti del giovane, contrariamente alla richiesta formulata dalla procura, che aveva chiesto la custodia in carcere. Il diciottenne verrà giudicato nel mese di settembre con rito abbreviato, procedimento che prevede la riduzione della pena in caso di condanna.

L’arresto per droga si aggiunge alle gravi accuse già pendenti sul ragazzo, indagato dalla procura presso il tribunale per i minorenni di Perugia per il violento episodio avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 gennaio scorso, in un appartamento di via Cannizzaro a Terni. La vittima, una donna di 83 anni, stava facendo le parole crociate nel proprio letto quando sarebbe stata sorpresa nel sonno e assalita brutalmente con un oggetto affilato.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’aggressore le avrebbe sfilato l’anello nuziale per poi colpirla ripetutamente al collo e al volto, causandole ferite tali da richiedere oltre cento punti di sutura. I vicini di casa, allertati dai rumori e dalle grida, hanno prestato i primi soccorsi, seguiti dal personale sanitario. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del RIS, che hanno effettuato rilievi tecnici per raccogliere elementi utili all’identificazione dell’autore.

L’indagine si è concentrata fin da subito su una pista interna al condominio, anche in considerazione della dinamica dell’irruzione e della conoscenza dei movimenti all’interno dell’edificio. Il ragazzo arrestato vive infatti nello stesso stabile della vittima, insieme ai suoi familiari.

L’inchiesta ha individuato nella testimonianza del fratello dell’indagato un punto potenzialmente determinante per ricostruire con precisione quanto avvenuto quella notte. Per tale motivo, è stato fissato un incidente probatorio, previsto per l’11 luglio a Perugia, salvo ulteriori rinvii. L’esame testimoniale del familiare è già stato rimandato in passato a causa della sua irreperibilità.

Gli inquirenti continuano a valutare l’ipotesi che non si sia trattato di una semplice rapina finita con un’aggressione, ma piuttosto di un atto deliberato, con un movente ancora non del tutto chiarito. Alcuni elementi emersi nelle fasi preliminari dell’indagine avvalorerebbero l’idea di una premeditazione. La vittima, ancora in convalescenza, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, mentre le autorità giudiziarie mantengono il massimo riserbo.

La nuova incriminazione legata alla detenzione di sostanze stupefacenti complica ulteriormente la posizione giudiziaria del giovane. Le due vicende, pur essendo trattate in ambiti distinti, potrebbero influire reciprocamente nella valutazione complessiva del suo profilo da parte della magistratura.

Nel frattempo, le indagini sulla notte di via Cannizzaro proseguono, con l’obiettivo di accertare le responsabilità e chiarire definitivamente il movente dell’attacco. La testimonianza del fratello resta uno snodo cruciale per l’accusa.

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