Campagne sommerse, danni ingenti e cause ancora oscure
Argine crolla a Fratta di Montefalco – Fratta di Montefalco, un argine del Torrente Ruicciano cede e allaga le campagne, ma anche case rurali, abitazioni e fienili, sommergendo tutto quello che trova, provocando danni ingenti, qualcuno azzarda la cifra di 1 milione di Euro, ma é presto per dirlo.
di Sauro Presenzini
I danni si sono verificati non soltanto dove la forza delle acque è riuscita ad abbattere l’argine, a Fratta, ma anche a monte di detto abitato. Le acque impetuose che provengono dal massiccio dei Monti Martani, come un “colpo di maglio” hanno travolto tutto quello che hanno trovato lungo il loro corso, la furia delle acque ha fatto sentire i suoi effetti, stranamente, anche dove il letto del Torrente inizia ad allargarsi per contenere meglio le piene periodiche.
Ed è proprio qui, nel luogo esatto dove l’argine ha ceduto, che una prima domanda tra la gente emerge spontanea. Allo scopo, alcuni residenti intervistati, che possiamo tranquillamente ritenere le “sentinelle” del Torrente, visto che ci abitano vicino, da decenni ormai, hanno dato delle prime risposte, plausibili.
Il Alberto Pizzi, facendosi interprete del comune sentire, indica una direzione ben precisa, evitando di dare risposte troppo facili, attribuendo alle tane di nutrie e/o istrici la causa dell’evento, pur non escludendola come possibile concausa.
Il Pizzi, accompagnandoci sul luogo, ci fa subito notare (sul ponte in cemento che attraversa il Torrente Ruicciano), la linea di detriti lignei che si sono depositati sulla trave portante di detto ponte, segno nettamente distinguibile, che sta ad indicare in maniera chiara, il massimo livello delle acque raggiunto dal Ruicciano.
Semplicemente, l’altezza delle sponde non sono riuscite a contenere detto livello di deflusso e le acque, quindi le stesse hanno dapprima scavalcato la sponda erodendola e, per ruscellamento, sono riuscite poi ad abbatterla completamente.
Ma, visto che diversi abitanti hanno testimoniato e asserito che il livello delle acque del Torrente aveva un deflusso – seppur in aumento – del tutto prevedibile, alcuni video girati dai residenti, potrebbero dimostrare come detto livello sia invece salito in maniera del tutto repentina, quasi impazzito.
Ed ecco allora, come e perchè si debbano cercare le cause piú a monte, come se un tappo di bottiglia sia saltato all’improvviso, scaricando a valle un enorme quantitá d’acqua accumulata, mista a detriti, rifiuti e tronchi.
Cosa che, appunto, viene evidenziata dalla linea nera dei depositi di rifiuti sul ponte, ma anche dalla vegetazione schiacciata fino ai margini delle sponde, infatti poi l’acqua tracima ed invade la campagna e le abitazioni.
Umbria Journal continuerà ad interessarsi della vicenda assieme, per capire quali siano le vere cause e concause del cedimento dell’argine e dei danni diffusi a terreni, coltivazioni, abitazioni e cose, ascoltando testimonianze, visionando documenti e attraverso un giornalismo investigativo, anche riuscire ad indicare, documentare e scoprire le vere cause, rifuggendo dalle spiegazioni troppo semplici, troppo spesso un semplice alibi per rifuggire da responsabilitá.

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