Approvato il piano regionale per la sicurezza urbana 2025-2026

Più fondi ai piccoli comuni, focus su prevenzione e coesione

PERUGIA, 6 novembre 2025 – Con 12 voti favorevoli e 7 astensioni, l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato il nuovo Atto di programmazione per la sicurezza urbana 2025-2026, presentato dalla Giunta regionale. Il provvedimento, che si fonda sulla legge regionale 13/2008, definisce interventi e risorse per rafforzare il sistema integrato di sicurezza, con uno stanziamento complessivo di 330mila euro suddiviso tra i due anni.

Il piano, come riporta il comunicato del Consiglio Regionale dell’Umbria – conferma il sostegno ai Patti per la sicurezza di Perugia e Terni, con contributi annuali rispettivamente di 35mila e 25mila euro. Prevede inoltre 30mila euro destinati all’assistenza delle vittime di reati e, dal 2026, 10mila euro per una convenzione triennale con l’Università di Perugia. La parte più consistente dei fondi, 170mila euro, sarà assegnata tramite bando ai comuni umbri per progetti mirati a migliorare la sicurezza locale.

Il relatore di maggioranza Francesco Filipponi (Pd) ha evidenziato come l’atto rappresenti la continuità di un percorso amministrativo fondato su prevenzione, inclusione e collaborazione tra istituzioni. Il contributo regionale coprirà fino al 95% dei progetti presentati in forma associata, con tetti massimi variabili in base alla popolazione: 30mila euro per i comuni sopra i 90mila abitanti, 20mila per quelli tra 30mila e 90mila, e 15mila per i più piccoli. Tra le azioni finanziabili: potenziamento delle dotazioni delle Polizie Locali, riqualificazione di aree urbane degradate, illuminazione per la sicurezza pedonale e ciclabile, sistemi di videosorveglianza e telesoccorso, gestione della movida, iniziative culturali e sociali per la coesione urbana.

Un emendamento approvato in Prima commissione ha introdotto correttivi per favorire l’accesso ai fondi da parte dei piccoli comuni, riducendo la quota di cofinanziamento dal 25% al 15%, e fino al 5% per i progetti associati. È prevista anche la possibilità di riaprire il bando in caso di nuove disponibilità finanziarie, garantendo così ulteriori opportunità ai territori esclusi nella prima fase.

La relatrice di minoranza Laura Pernazza (FI) ha espresso un giudizio critico ma costruttivo, sottolineando l’esiguità delle risorse rispetto alle reali necessità dei territori. Ha proposto di rivedere la soglia dei comuni beneficiari, portandola sotto i 15mila abitanti, e di dare priorità a quelli che non hanno ricevuto fondi nei precedenti bandi. Ha inoltre suggerito di finanziare sistemi di monitoraggio targhe coordinati su scala regionale. Secondo Pernazza, la sicurezza urbana non può dipendere dalla capacità dei singoli comuni di fare rete o reperire fondi propri, ma deve essere una priorità strategica sostenuta da investimenti certi e continui. Ha apprezzato la possibilità di scorrimento della graduatoria, auspicando che la Giunta si impegni a reperire ulteriori risorse già nella prossima legge di bilancio.

Interventi : 
L’assessore regionale Francesco De Rebotti ha espresso la volontà di proseguire nel perfezionamento della legge sulla sicurezza urbana, con l’obiettivo di orientare la rigenerazione delle città verso interventi qualificanti e concreti. Ha sottolineato l’intenzione di incrementare le risorse disponibili, destinandole a progetti che abbiano un impatto reale sul territorio, e ha ribadito l’importanza di condividere questo percorso con la Commissione, considerata un alleato fondamentale per lo sviluppo di politiche efficaci. De Rebotti ha chiarito che gli impegni economici assunti restano invariati, compresa la possibilità di rivedere gli stanziamenti nel 2026. Ha definito il provvedimento come parte di un processo evolutivo, che si consolida nel tempo non solo per l’entità delle risorse, ma anche per l’approccio strategico. Secondo l’assessore, il piano necessita di due spinte: una economica, per rafforzare gli investimenti, e una metodologica, per affinare gli strumenti e il linguaggio della programmazione. Ha inoltre evidenziato che le risorse attuali non sono sufficienti per una vera rigenerazione urbana, e ha proposto di integrare il piano con fondi esterni, come quelli del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), che prevede capitoli specifici per la riqualificazione. L’idea è quella di costruire bandi più articolati, capaci di offrire ai comuni strumenti aggiuntivi per affrontare il tema della sicurezza in modo innovativo e trasversale.
De Rebotti ha parlato di un accompagnamento tecnico ai comuni, affinché possano sviluppare progetti coerenti e omogenei, capaci di generare ricadute concrete. Ha suggerito di superare la definizione di “piano di sicurezza urbana” per abbracciare una visione più ampia, quella di “sicurezza territoriale”, che tenga conto delle specificità locali e favorisca una progettazione integrata. Infine, ha aperto alla possibilità di rivedere il tetto demografico dei comuni beneficiari, attualmente fissato a 30mila abitanti, riconoscendo che tale soglia include molte realtà e può penalizzare i comuni più piccoli. Ha garantito piena disponibilità a riprogrammare sia gli aspetti economici sia quelli tecnici, per rendere il piano più equo e funzionale.

Da parte sua, la consigliera Laura Pernazza (FI) ha accolto positivamente l’apertura dell’assessore a nuove risorse, pur confermando l’astensione del suo gruppo. Ha espresso perplessità sulla soglia demografica adottata, ritenendola poco favorevole ai piccoli comuni, e ha proposto di avviare un tavolo di confronto più ampio. Pernazza ha suggerito di coinvolgere anche i cittadini e i comitati locali attraverso strumenti di partecipazione attiva, come i patti di collaborazione, che potrebbero facilitare il reperimento di fondi e rafforzare il legame tra istituzioni e comunità. Secondo la consigliera, solo con un approccio condiviso e inclusivo sarà possibile costruire un sistema di sicurezza realmente efficace e sostenibile.

Il provvedimento approvato rappresenta un passo concreto verso un modello di sicurezza urbana più equo e partecipato, che riconosce il valore della prevenzione e della coesione sociale come strumenti fondamentali per il benessere delle comunità. La Regione Umbria ribadisce così il proprio impegno a costruire politiche multilivello, capaci di coinvolgere enti locali, forze dell’ordine, università e cittadini in un’azione condivisa per la tutela del territorio.

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