Angelo Izzo uno dei tre assassini del massacro del Circeo

05/26/2018 Angelo Izzo uno dei tre assassini del massacro del Circeo  Angelo Izzo è uno dei criminali più tristemente noti in Italia. Celebre per essere uno dei tre assassini del massacro del Circeo del 1975, venne condannato all’ergastolo e si rese protagonista di diversi tentativi di evasione. In carcere iniziò a collaborare offrendo alcune rivelazioni sulle stragi che negli anni ‘70 insanguinarono l’Italia: Piazza della Loggia, Piazza Fontana, la strage di Bologna. Nel 2004 gli venne concesso il regime di semilibertà ma, nel 2005, un altro massacro: a Ferrazzano uccise Maria Carmela e Valentina Maioran, moglie e figlia di un pentito della Sacra corona unita. Ora, nel 2018, fa un’altra rivelazione: insieme al gruppo del Circeo avrebbe ucciso un’altra ragazza, Rossella Corazzin, 17enne friulana sparita il 21 agosto 1975 nei boschi del Cadore, rapita e assassinata sulle sponde del lago Trasimeno.

La giovinezza e la militanza armata

Primo di quattro figli, Angelo Izzo nasce a Roma nell’agosto del 1955. Mamma casalinga, papà costruttore. Abita in una zona confinante con i Parioli, quartiere dell’alta borghesia romana. A meno di 20 anni Angelo entra nel mondo della militanza politica armata di estrema destra e presto diventa noto alle forze dell’ordine come “pariolino” violento, dedicandosi a furti, rapine e stupri.

Il massacro del Circeo

È in questo contesto che Izzo, insieme agli amici Gianni Guido e Andrea Ghira, progetta e pianifica il massacro del Circeo nel 1975. I tre invitano Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, due ragazze di borgata, nella villa estiva di Ghira, al Circeo. Hanno rispettivamente 17 e 19 anni. Le due amiche accettano e nella villa parte l’attuazione del piano criminale di Izzo e dei suoi compagni: dopo 35 ore di torture, stupri e sevizie, i tre uccidono Rosaria Lopez e feriscono Donatella Colasanti. Donatella si finge morta e Izzo e i suoi amici, ingannati, la chiudono nel bagagliaio. Gli assassini si fermano per mangiare in un ristorante e lasciano l’auto per strada: le urla e i pugni di Donatella contro il bagagliaio attirano l’attenzione di un metronotte, che allerta i carabinieri. Ha fatto il giro del Paese la scena in cui la ragazza spunta dal bagagliaio, immortalata da un fotografo che aveva intercettato le comunicazioni delle forze dell’ordine.

La condanna e il carcere

Donatella accusa così i suoi carnefici e nel 1976 per Angelo Izzo si aprono le porte del carcere a vita. Viene condannato all’ergastolo, pena inizialmente inflitta anche a Guido e Ghira i quali però nei gradi successivi, ottennero la riduzione a 30 anni. La sentenza per quest’ultimo sarà emessa però in contumacia: si era dato alla fuga grazie a una soffiata e morirà nel 1994 all’estero, per overdose. Negli anni successivi Izzo tenta più volte di evadere, non riuscendoci. In carcere comincia così a fare rivelazioni sulle stragi degli anni ‘70 insanguinavano l’Italia: Piazza della Loggia, Piazza Fontana, la strage di Bologna e l’omicidio di Giorgiana Masi. Gli inquirenti non sono sempre convinti, ma con questa collaborazione riesce a ottenere alcuni benefici carcerari.

Il matrimonio in carcere

Nel 2004 i giudici concedono a Izzo la semilibertà dal carcere di Campobasso, dove è detenuto. Il 28 aprile 2005, uccide Maria Carmela e Valentina Maiorano. Le due, rispettivamente moglie e figlia di Giovanni Maiorano, ex affiliato e poi pentito della Sacra corona unita, che Izzo aveva conosciuto in carcere, si trovavano sotto protezione a Ferrazzano in provincia di Campobasso. Izzo torna a far parlare di sé anche nel 2010, quando si sposa in carcere con la giornalista Donatella Papi, ex inviata de Il Giornale e all’epoca direttrice di una testata online. Tra i due l’amicizia nata in gioventù, era continuata grazie a uno scambio di lettere.

Un altro omicidio?

Ora, sulla figura di Izzo potrebbe gravare la notizia di un altro omicidio. Quello che avrebbe riferito ai magistrati di aver commesso insieme a Guido e Ghira, il gruppo del Circeo, nei confronti di una ragazza rapita nel Cadore, portata sul lago Trasimeno e lì uccisa. La procura avrebbe accertato che si tratta di Rossella Corazzin, scomparsa nell’agosto 1975, anno del massacro del Circeo. Secondo il difensore di Gianni Guido, però, si tratterebbe di una notizia priva di fondamento: “Quello che racconta Angelo Izzo va sempre preso con le molle”.

Diretta Euronews

Eventi in Umbria

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*