Iniziativa promossa dalla Fondazione Seppilli con esperti italiani e spagnoli
Si è aperto oggi, giovedì 8 maggio, presso la Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni, il convegno intitolato “Violenza di genere e prospettive femministe. Dibattiti antropologici e sociali in Italia e Spagna”, un evento organizzato dalla Fondazione Alessandro e Tullio Seppilli con il supporto di numerose istituzioni locali, nazionali e internazionali. L’incontro, che proseguirà fino a venerdì, ha visto la partecipazione di esperti e accademici provenienti da diverse università, ed è stato concepito come un’occasione di riflessione sulla violenza di genere in un’ottica femminista.
Durante la cerimonia di apertura, Costanza Spera, assessore alle pari opportunità del Comune di Perugia, ha sottolineato l’importanza di un impegno costante da parte delle istituzioni per combattere la violenza di genere, ricordando come il Comune di Perugia stia potenziando i propri servizi per contrastare il fenomeno, rafforzando la rete di supporto per le vittime. L’assessore ha poi evidenziato la centralità della prospettiva femminista, che anima anche il convegno, nel comprendere e affrontare questo complesso problema. Successivamente, Maurita Lombardi, presidente dell’associazione LiberaMente Donna, ha portato il suo saluto, evidenziando la necessità di sensibilizzazione continua sulla tematica.
Nel suo intervento inaugurale, Cristina Papa, presidente della Fondazione Seppilli, ha approfondito le molteplici forme in cui la violenza di genere si manifesta, sottolineando il legame intrinseco tra la violenza e le disuguaglianze sociali. Secondo Papa, la violenza di genere non è solo un fenomeno individuale, ma una manifestazione di strutture sociali disuguali che permeano la famiglia e le dinamiche culturali, costruite su modelli di genere binari e diseguali.
La prima sessione del convegno, dedicata al tema “Violenza di genere tra violenza strutturale e violenza nel quotidiano”, ha visto l’intervento di Almudena Cortés, docente all’Universidad Complutense di Madrid. Cortés ha evidenziato come la mercificazione dei corpi femminili sia uno degli effetti collaterali di un sistema economico neoliberale che si intreccia con le dinamiche patriarcali, promuovendo forme contemporanee di pornografia, prostituzione e tratta di donne. Gli interventi di Alessandro Forina, anch’egli dell’Universidad Complutense, e di Alessandra Gribaldo dell’Università di Modena e Reggio Emilia, hanno arricchito il dibattito, offrendo approfondimenti sulla connessione tra violenza strutturale e quotidiana e le sue ripercussioni sulle donne.
Il programma del convegno prevede anche una sessione su “Riproduzione precaria: violenza di genere, disuguaglianze e giustizia riproduttiva”, che si terrà venerdì 9 maggio. Simonetta Grilli, docente dell’Università di Siena, aprirà questa sessione, che affronterà il tema delle violenze legate alla riproduzione e le politiche di controllo del corpo femminile. La sessione vedrà anche gli interventi di Elena Hernandez Corrochano, dell’Università Nacional de Educación a Distancia, che si concentrerà sulla gestazione per altri (GPA), e di Rosa Parisi dell’Università del Salento, che approfondirà il tema da una prospettiva sociologica.
Nel pomeriggio di venerdì, il convegno si concluderà con una discussione dedicata all’analisi della normativa giuridica sulla violenza di genere in Italia e in Spagna, con l’obiettivo di confrontare le politiche e le leggi adottate nei due paesi. Questo ultimo incontro intende esplorare le modalità con cui i sistemi legali di entrambi i paesi affrontano la violenza di genere e come le normative possano essere migliorate per garantire maggiore protezione alle vittime.
Il convegno organizzato dalla Fondazione Seppilli rappresenta un importante momento di riflessione e confronto tra esperti e istituzioni, con l’obiettivo di mettere in luce le varie dimensioni della violenza di genere e proporre soluzioni concrete per affrontarla, sia sul piano culturale che giuridico. Attraverso il dialogo tra accademici e professionisti del settore, l’incontro si propone di stimolare un cambiamento nelle politiche pubbliche e nelle pratiche quotidiane, in un’ottica di maggiore giustizia sociale e parità di genere.

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