Addio a Giorgio Armani, il re della moda mondiale, rassegna stampa del 5 settembre 2025

Lo stilista si è spento a Milano all’età di 91 anni

Si è spento a Milano, all’età di 91 anni, Giorgio Armani, figura cardine della moda internazionale e simbolo indiscusso dello stile italiano. La notizia della morte dello stilista ha occupato le prime pagine dei principali quotidiani nazionali, che hanno dedicato ampi spazi alla sua eredità creativa e al vuoto lasciato da una carriera lunga oltre mezzo secolo.

Il Manifesto ha titolato sul “genio dell’eleganza” sottolineando come l’opera di Armani abbia saputo unire sobrietà e innovazione, trasformando il modo di concepire l’abito maschile e femminile. L’attenzione del quotidiano si è concentrata sul contributo dello stilista al linguaggio visivo della modernità, con particolare riferimento al rapporto tra cinema, comunicazione e moda.

Il Riformista ha invece messo in evidenza la dimensione quasi “eterna” dell’impronta lasciata dal designer, sottolineando come il suo lavoro abbia attraversato epoche e generazioni senza mai perdere attualità. L’articolo ha ricordato i tratti della sua vita privata, la lunga malattia e la determinazione che lo ha accompagnato fino agli ultimi anni.

L’Eco di Bergamo e Il Fatto Quotidiano hanno descritto Armani come “maestro di stile”, rievocando le icone del cinema che hanno indossato i suoi abiti, da Richard Gere in American Gigolo fino ai red carpet di Hollywood. La stampa ha richiamato anche l’impatto del marchio nel mondo sportivo, con le divise disegnate per le Olimpiadi e per numerose squadre.

Libero, diretto da Mario Secchi, ha parlato dello stilista come di un “re libero e onesto”, sottolineando la capacità di creare un impero da 12 miliardi di euro senza mai cedere il controllo a gruppi stranieri. Il giornale ha evidenziato come l’azienda sia rimasta saldamente italiana, riflettendo la volontà del fondatore di mantenere autonomia e identità.

Il Giornale, con apertura a tutta pagina, ha titolato “Il Re è morto”, descrivendo Armani come l’indiscusso sovrano della moda. Il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti ha ripercorso la nascita del marchio, l’espansione internazionale e il ruolo centrale nelle passerelle di Milano, capitale della moda mondiale. In evidenza anche il “testamento sociale” lasciato dallo stilista, basato su rigore, etica del lavoro e rispetto delle persone.

Il Sole 24 Ore ha analizzato la dimensione economica, sottolineando il valore dell’impero Armani, con oltre 650 negozi nel mondo e una rete che spazia dagli immobili alla ristorazione. Il giornale di Confindustria ha posto l’accento sul nodo della successione, cruciale per il futuro dell’azienda.

Avvenire ha descritto Armani come colui che “ha reso sobria la moda”, trasformando l’eleganza in un linguaggio universale e accessibile, senza mai perdere raffinatezza. Il quotidiano cattolico ha richiamato anche i tratti di umanità che hanno caratterizzato la sua carriera, tra dedizione al lavoro e attenzione sociale.

La Verità ha definito lo stilista “l’ultima bandiera della moda 100% tricolore”, ricordando il suo rifiuto di delocalizzare la produzione e il forte legame con il Made in Italy.

Il cordoglio ha attraversato il mondo delle istituzioni e dello spettacolo. Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio hanno espresso la loro vicinanza alla famiglia e riconosciuto l’impatto universale del suo lavoro.

Dalla sobrietà delle sue linee all’impatto globale del marchio, Giorgio Armani lascia un’eredità che ha profondamente segnato la storia della moda e dell’immagine italiana nel mondo.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*