Dubbi di competenza sull’intesa voluta dal governo Meloni
L’accordo tra Italia e Albania per la gestione dei richiedenti asilo approda davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, dopo che la Corte d’Appello di Roma ha ritenuto illegittimo il protocollo siglato dal governo guidato da Giorgia Meloni. La notizia, rilanciata in apertura da l’Unità, segna un punto di svolta nella discussione politica e giuridica sull’intesa che prevede la realizzazione di centri di trattenimento in territorio albanese per i migranti soccorsi in mare.
Secondo quanto ricostruisce l’Unità, i giudici italiani hanno disposto un rinvio pregiudiziale alla Corte di Lussemburgo per stabilire se l’Italia avesse la competenza di concludere un accordo bilaterale in materia di asilo e protezione internazionale, settori che rientrano nella competenza esclusiva dell’Unione Europea. Qualora l’organo comunitario accogliesse la tesi della Corte d’Appello, l’intesa firmata a Tirana potrebbe essere annullata, mettendo in discussione uno dei punti cardine della strategia migratoria dell’esecutivo.
Nel suo approfondimento, l’Unità definisce la decisione dei giudici “un passaggio di rilievo nel rapporto fra diritto nazionale e diritto europeo”, sottolineando che il tema tocca anche la gestione complessiva delle frontiere esterne dell’UE e la politica dei rimpatri. Il quotidiano diretto da Piero Sansonetti evidenzia come la questione investa direttamente la legittimità del “modello Meloni”, costruito sull’esternalizzazione del controllo migratorio e sull’alleanza strategica con l’Albania.
Il dibattito politico, osserva ancora l’Unità, si intreccia con le tensioni all’interno del centrosinistra: il giornale titola “Avere un programma di sinistra è estremismo?”, con un editoriale che difende la necessità di una politica solidale in contrapposizione alla linea di chiusura adottata dal governo. Nello stesso numero, un’analisi firmata da Mario Tronti ripercorre le radici della “lotta di classe come nutrimento della democrazia”, richiamando la funzione politica dei diritti fondamentali.
Sul versante opposto, il tema sicurezza continua a essere centrale. Le cronache politiche raccolte da Il Tempo e Il Giornale parlano di un inasprimento delle posizioni della Lega in materia di ordine pubblico e manifestazioni, con una stretta annunciata dal ministro Matteo Salvini. In parallelo, la questione della separazione delle carriere nella magistratura – trattata su Il Riformista e Il Dubbio – riapre il confronto sulla riforma della giustizia.
In campo internazionale, il New York Times riporta nuovi sviluppi sull’inchiesta Epstein che coinvolge indirettamente Donald Trump, mentre su Il Domani l’attenzione è concentrata sull’Ucraina e sulla decisione del presidente Zelensky di rimuovere due ministri a seguito di uno scandalo di tangenti nel settore energetico.
Tornando al fronte europeo, Il Messaggero e Il Sole 24 Ore danno spazio agli effetti economici della manovra e all’impatto dei rincari alimentari, con un aumento del 25% dei prezzi in cinque anni. Sul piano politico, la revisione del PNRR e la gestione delle risorse post-2026 restano al centro del confronto con Bruxelles.
Il rinvio dell’accordo Italia-Albania alla Corte di Giustizia dell’UE rappresenta dunque un banco di prova per la politica estera e per la credibilità giuridica del governo Meloni in sede europea. Un pronunciamento sfavorevole rischierebbe di smontare uno dei pilastri dell’agenda migratoria italiana, ridisegnando gli equilibri tra Roma e Bruxelles in tema di sovranità, asilo e cooperazione internazionale.

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