Qualità dell’aria a Terni: superata la soglia annuale di sforamenti
Qualità dell’aria a Terni – Revisione necessaria per contrastare l’inquinamento atmosferico
Il superamento del limite legale di 35 sforamenti annui di PM10, registrato dalla centralina urbana “Le Grazie” di Terni, impone un’immediata revisione delle politiche regionali per la qualità dell’aria. Lo ha dichiarato l’Assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, sottolineando la gravità della situazione che, dopo quattro anni, ripresenta un trend preoccupante.
Il problema non si limita alla centralina urbana: a Terni, anche le postazioni di rilevamento industriale, come quella di Maratta, registrano costanti superamenti dei limiti di PM10. Inoltre, nella centralina di Prisciano si evidenziano valori oltre il consentito per il nichel. Tali dati, secondo De Luca, richiedono un approccio sistemico e interventi urgenti per ridurre l’impatto delle emissioni atmosferiche sulla salute dei cittadini.
Polveri naturali e cambiamenti climatici aggravano il quadro
Sebbene alcuni sforamenti siano attribuibili a fenomeni naturali, come il trasporto di polveri sahariane, questi eventi non attenuano l’effetto complessivo sulla salute pubblica. De Luca ha evidenziato come i cambiamenti climatici possano amplificare l’incidenza di tali fenomeni, rendendo ancor più complessa la gestione della qualità dell’aria nei prossimi anni.
Procedura d’infrazione europea: un rischio concreto
Gli sforamenti continuati mantengono aperta la procedura d’infrazione avviata dalla Commissione Europea nel 2014 contro la Regione Umbria. La procedura, identificata come “2014/2147 – Qualità dell’aria – Superamento dei valori limite PM10”, rappresenta un rischio sia in termini di penalizzazioni economiche che di reputazione per la Regione.
“Non possiamo permettere che tale situazione persista,” ha affermato De Luca. “Questo ci impone di agire con decisione per evitare ulteriori sanzioni e garantire il diritto dei cittadini a vivere in un ambiente sano.”
Richiesta al Ministero: revisione e rifinanziamento
De Luca ha annunciato l’intenzione di presentare al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica una richiesta formale per la revisione e il rifinanziamento dell’Accordo di programma sulla qualità dell’aria. L’obiettivo è implementare misure più efficaci e adattabili alle specificità locali, coinvolgendo tutte le parti interessate per una pianificazione strategica condivisa.
“Il problema dell’inquinamento atmosferico non può essere affrontato con strumenti obsoleti. Serve un approccio integrato, che tenga conto dell’evoluzione dei fattori climatici e delle nuove evidenze scientifiche,” ha concluso l’Assessore.
Impegno per la salute pubblica
L’inquinamento atmosferico rappresenta una delle principali sfide ambientali e sanitarie per l’Umbria. La revisione dell’Accordo di programma è vista come una tappa fondamentale per contrastare il fenomeno e garantire ai cittadini un’aria più pulita. Le istituzioni regionali sono chiamate a lavorare congiuntamente per raggiungere risultati concreti e duraturi.

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