Svolta nel caso Mansouri, bufera politica
È stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario Carmelo Cinturrino, l’agente che il 26 gennaio scorso a Rogoredo, quartiere di Milano, sparò uccidendo il giovane marocchino Mansouri. La decisione dell’autorità giudiziaria segna una svolta nell’inchiesta sulla morte del ragazzo, inizialmente ricostruita come un intervento in risposta a una presunta minaccia armata.
Nei giorni immediatamente successivi ai fatti, la versione accreditata riferiva che il giovane avesse puntato contro il poliziotto una pistola, risultata poi essere a salve, rinvenuta accanto al corpo. Quella ricostruzione era stata rilanciata da esponenti politici della maggioranza e da diversi organi di stampa. Il leader della Lega, Matteo Salvini, e il capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami avevano espresso sostegno all’operato dell’agente, condividendo l’ipotesi della legittima difesa.
Le indagini successive hanno però delineato un quadro differente. Secondo quanto emerso, Mansouri non sarebbe stato in possesso di alcuna arma al momento dello sparo e la pistola a salve sarebbe stata collocata sulla scena in un secondo momento. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che il giovane sarebbe rimasto ferito e agonizzante per oltre venti minuti prima che venissero attivati i soccorsi.
La notizia dell’arresto trova ampio spazio sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. L’Unità parla di fermo dell’agente e richiama le posizioni espresse nei giorni successivi ai fatti. Il Manifesto definisce l’episodio un omicidio volontario e riporta l’ipotesi investigativa di una messa in scena per simulare la legittima difesa. Il Fatto Quotidiano sottolinea le possibili ripercussioni politiche per il governo, mentre Libero mette in evidenza il confronto tra maggioranza e opposizione sul tema della tutela legale per le forze dell’ordine.
Anche Il Messaggero ricostruisce gli sviluppi dell’inchiesta, evidenziando gli elementi tecnici che hanno portato al provvedimento restrittivo, mentre Il Tempo insiste sulla necessità di evitare generalizzazioni nei confronti della polizia. Il dibattito si concentra in particolare sull’ipotesi di uno “scudo penale” per gli agenti impegnati in servizio, tema già oggetto di confronto politico e parlamentare.
Sul fronte internazionale, le aperture dei giornali sono dominate anche dal quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. L’Unione europea appare divisa su un nuovo pacchetto di sanzioni, con il premier ungherese Viktor Orbán che blocca ulteriori aiuti a Kiev. Negli Stati Uniti, Donald Trump torna a minacciare l’introduzione di dazi più elevati nei confronti dei partner commerciali, mentre Bruxelles rinvia il voto sull’intesa tariffaria.
Tra le altre notizie in evidenza, l’arresto a Londra dell’ex ambasciatore britannico Mandelson nell’ambito dello scandalo legato a Epstein, la guerra tra cartelli in Messico dopo l’uccisione del boss noto come “El Mencio” e l’avvio del Festival di Sanremo.
In Umbria, i quotidiani locali riportano l’evacuazione di 48 bambini da un asilo nel Perugino per una fuga di gas, mentre a Terni si registrano disordini in carcere. A Perugia, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario amministrativo, è stato reso noto che sei ricorsi su dieci vengono accolti dal Tar, con una riduzione dell’arretrato nonostante le criticità organizzative.
La giornata politica resta comunque segnata dagli sviluppi dell’inchiesta di Rogoredo, con un confronto acceso tra forze di maggioranza e opposizione sulle responsabilità individuali e sul quadro normativo che disciplina l’uso della forza da parte degli agenti.

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